
Frontalieri, uno su due si sente pagato meno
Viaggi lunghi, poco telelavoro e buste paga che non convincono: il sondaggio tra chi lavora in Ticino. Solo uno su quattro si trasferirebbe qui

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Il Governo ticinese ha annunciato il blocco parziale, pari a 50 milioni di franchi, quale contromisura per la cosiddetta tassa sulla salute che la Lombardia vuole imporre ai vecchi permessi G – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

A Palazzo delle Orsoline il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali e il responsabile del DFE Christian Vitta hanno comunicato i risultati della perizia giuridica commissionata

PLR, Centro, UDC e Lega dei Ticinesi chiedono al Consiglio di Stato un intervento immediato: «L'Italia viola l'accordo fiscale sui frontalieri, bisogna tutelare i contribuenti e il diritto internazionale»

Il consigliere di Stato, al Corriere del Ticino, lancia una proposta destinata a far discutere: intervenire sui ristorni dei frontalieri come contromisura politica e finanziaria nei confronti di Roma

È quanto chiede una mozione di Martîn Schmid, già accolta dal Consiglio degli Stati, sostenuta anche dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-S)

Lo rivela uno un nuovo studio del Centro per la Ricerca Economica Europea (Zew) e dell'Istituto Ifo

Consente a questa categoria di lavoratori di poter svolgere al massimo il 25% dell'attività dipendente in modalità di telelavoro a domicilio nello Stato di residenza, senza che ciò comporti alcuna modifica del loro status.

La nuova legge regola, in particolare, la trasmissione di informazioni tra le autorità fiscali cantonali e l'Amministrazione federale delle contribuzioni.

L'UFIS si occuperà di difendere e rappresentare l’interesse collettivo dei frontalieri impegnati oltre confine. Intende anzitutto avviare un dialogo istituzionale con le rappresentanze parlamentari italiane ed europee e con le autorità svizzere, per presentare delle proposte sui temi più urgenti.

Sono le prime cifre che giungono a poco più di un anno dall’entrata in vigore del nuovo accordo fiscale sui frontalieri.

Quelli registrati nel nostro cantone nel terzo trimestre del 2024 erano 79'303, cifra che corrisponde a un calo dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti.

Anche se impiegati dal domicilio, si considera che l'attività telelavorata sia svolta nello Stato in cui si trova il datore di lavoro.

Prevede che dal primo gennaio 2024 essi abbiano la possibilità di svolgere in modalità remota presso il proprio domicilio fino al 25% del tempo di lavoro.

La nuova disposizione prevede che i lavoratori frontalieri paghino al sistema sanitario italiano tra il 3 e il 6% del loro stipendio netto. La manifestazione è stata organizzata da sindacati italiani e svizzeri.

Sono diminuiti dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, attestandosi a quota 78'645. Lo riferisce l'Ufficio federale di statistica.

I consiglieri nazionali Giorgio Fonio, Simone Gianini e Piero Marchesi chiedono delucidazioni al Consiglio federale per quanto riguarda le recenti misure introdotte dall'Italia in materia di fiscalità dei lavoratori frontalieri.

Nel quarto trimestre del 2023 si è registrato un calo dell’1% rispetto al trimestre precedente.

La proposta, pensata per cecare di contenere il numero di frontalieri nel nostro cantone, è stata avanzata dal deputato leghista Lorenzo Quadri. Giangiorgio Gargantini (UNIA) replica: “È più che altro uno slogan elettorale”.

Il granconsigliere Stefano Tonini (Lega dei Ticinesi) interroga il Consiglio di Stato chiedendo se sia possibile sanzionare le aziende che scelgono unicamente lavoratori frontalieri.

Non essendo state ancora formalmente ultimate le procedure interne italiane, l'accordo amichevole non ha potuto essere firmato.

Dopo il sì unanime del Senato ecco le reazioni al nuovo accordo sui frontalieri tra Svizzera e Italia. "È un grande risultato", ha detto Alfieri (Partito Democratico). Zedda (Fratelli d'Italia): "È frutto di un confronto decennale e va nella direzione dell'equità fiscale".

Lo ha annunciato il senatore italiano del PD Alessandro Alfieri. “Come capogruppo del partito democratico, chiederò l’impegno del governo a chiudere con la controparte elvetica un’intesa definitiva che eviti ai lavoratori frontalieri di pagare più tasse se fanno smart working”.

Il numero di frontalieri in Ticino nel primo trimestre del 2023 si è attestato a 78'230 unità. Una crescita dello 0.6% rispetto al trimestre precedente.

Questa soluzione elimina un ostacolo amministrativo nelle relazioni fiscali tra i due Paesi. Inoltre, entrambe le parti si sono accordate sulla conclusione di un accordo amichevole in materia di telelavoro dei frontalieri.

Il consigliere di Stato Christian Vitta vorrebbe incontrare la “ministra” Karin Keller-Sutter per discutere (anche) di frontalierato.

È la richiesta inoltrata al Consiglio di Stato dal deputato Massimiliano Robbiani (Lega dei Ticinesi), e già presentata a Berna dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri. “I problemi viari sono provocati dagli eccessi del frontalierato e vanno risolti intervenendo sulla causa”.

Un postulato del parlamentare leghista Lorenzo Quadri chiede al Governo di chinarsi sulla questione della mobilità dei frontalieri. “I cantoni di confine devono avere la possibilità di intervenire”.

L'Associazione industrie ticinesi ricorda che il discrimine temporale per distinguere "vecchi" e "nuovi" frontalieri sarà la data della ratifica dell'accordo fiscale alla Camera dei deputati e non quello della sua entrata in vigore.

Dopo gli Stati, anche la Camera Bassa del Parlamento ha approvato la mozione del "senatore" liberale Martin Schmid. La reazione della Lega dei Ticinesi: "Simili agevolazioni sono assolutamente improponibili in Ticino".