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Federali 2023
"Vogliamo che i cittadini siano il più liberi possibile dalle pressioni della vita"
Redazione
3 anni fa
L'intervista pre-elettorale a Jacques Ducry, candidato al Consiglio degli Stati per Costituzione Radicale.

Dopo Fabio RegazziBruno Storni e Werner NussbaumerAlex FarinelliSimone ContiEvelyne Battaglia-RichiGreta GysinMassimiliano Ay e Amalia Mirante, il decimo candidato a passare dalle interviste pre-elettorali di Ticinonews è Jacques Ducry, candidato al Consiglio degli Stati per Costituzione Radicale. Classe 1955, ex magistrato penale cantonale e federale, docente.

Come mai ha deciso di tornare "in pista"?

"Dentro di me non ho mai appeso la politica al chiodo. La possibilità di presentare una lista era già stata ventilata per le Cantonali, non lo abbiamo fatto. Per le Federali il discorso è stato ripreso per le Federali e qui abbiamo deciso, con entusiasmo, di presentarci per il Consiglio degli Stati per Costituzione Radicale, fondata il 12 settembre di quest'anno per il 175esimo della Costituzione federale svizzera del 1848".

Costituzione radicale avrà un futuro?

"Noi siamo il presente iniziamo da zero, la Costituzione esiste da 175 anni. Per ora noi esistiamo. Abbiamo fondato Costituzione Radicale come movimento ai sensi del Codice civile. I principi e gli obiettivi restano, ora vediamo quali saranno i risultati. Quella alla Camera alta è un'elezione speciale, sono più risultati personali che non di partito. Noi proponiamo determinate soluzioni ad alcuni problemi, ma soprattutto vogliamo che i principi della Costituzione vengano applicati dal nuovo parlamento, per dare un vero senso all'esistenza dei cittadini che non desideriamo essere il più liberi possibile nei confronti delle pressioni di ogni genere che devono subire nella vita. Esisteremo ancora, vedremo se ci proporremo alle Comunali o in altre occasioni. Non possiamo che crescere".

Tensioni in Medio Oriente, come sta vivendo la situazione?

"Male. Alla fine sono i civili, da entrambe le parti, che subiscono le volontà nefaste dei loro dirigenti. Questi vogliono creare problemi senza risolvere le questioni interne. Auspico che la Palestina possa diventare uno stato indipendente e libero dove i propri cittadini possano manifestare la propria libertà. In quella zona due stati ci vogliono".

 Cassa malati, come frenare l'aumento dei premi?

"La ricetta non è mia, la devo copiare da chi si è già espresso. Innanzitutto bisogna votare favorevolmente all'iniziativa che arriverà alle urne a marzo, ma soprattutto è da cambiare il criterio di pagamenti dei premi: questi vanno calcolati in base al reddito e alla sostanza. C'è chi giustamente dice di occuparsi della prevenzione, ma questo non deve essere una costante. C'è chi ha altre soluzioni, più tecniche, ma la politica deve intervenire urgentemente e non lamentarsi ogni anno senza fare nulla".

 Lei recentemente ha affermato che "la società deve essere trasparente con i giovani. Deve dire loro la verità". Quale verità?

"La verità oggettiva, quella che date voi come mezzi di informazione. Ma i fatti vanno poi commentati, bisogna esprimere le proprie opinioni. I giovani devono crescere non solo leggendo una frase sui social, ma anche aprendo un giornale, seguendo i telegiornali e i dibattiti che si possono tenere in famiglia, a scuola, nella società. Personalmente ho ancora il privilegio di insegnare in un paio di scuole ticinesi e voglio far capire questo approccio ai giovani, perché altrimenti ci si limita alla superficialità. Se non ci si crea una vera opinione, si dipenderà sempre più dagli altri".

 Che voto dà al Consiglio federale?

"Viste le difficoltà che si ritrova 4.5"

E a Cassis?

 "4+. Ha ampi margini di miglioramento. È un bravo ragazzo, anche fin troppo serio. Gli consiglio qualche guizzo in più".

Arriva al 5% per il ballottaggio?

"Sarebbe eccezionale. Noi miriamo da 1 a mille voti, quella è la sufficienza. Quello che arriva dopo è benvenuto. Vediamo se un certo modo di essere e proporsi, se i nostri principi e il nostro passato porta qualcosa per i giovani in lista e per le giovani generazioni. Noi abbiamo avuto e dato, vorremmo che chi prenderà i nostri posti potrà fare altrettanto".

 

 

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