
Si allunga la lista delle scuole ticinesi che prende la posizione sulla situazione in Palestina. Dopo la Scuola media di Viganello, la Scuola media 1 di Bellinzona, il Collegio cantonale degli esperti e delle esperte, il Liceo Lugano 1 e il Liceo Lugano 3, anche il Collegio docenti della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona (SCC) e il plenum dei docenti del Centro Professionale Commerciale di Lugano (CPC) fanno sentire la loro voce.
Sostegno dal Collegio docenti SCC
A Bellinzona, il Collegio docenti SCC si è riunito il 29 ottobre esprimendosi sull’opportunità di affrontare a scuola temi di attualità internazionale, in particolare la situazione in Palestina. I docenti fanno riferimento alla missione educativa della scuola pubblica citando l’articolo 2 della Legge della scuola del Canton Ticino in cui la scuola ha l’obbligo di “formare cittadine e cittadini critici, responsabili e rispettosi dei diritti umani e della convivenza democratica”. La Scuola Cantonale di Commercio solleva anche le questioni sul ruolo delle istituzioni internazionali: “ONU, Corte Internazionale di Giustizia, Corte Penale Internazionale e relatori speciali delle Nazioni Unite – hanno riconosciuto gravi violazioni del diritto internazionale da parte di Israele e, in diversi casi, qualificato i fatti come genocidio”. Per questo motivo “riflettere su questi eventi a scuola non significa dunque fare propaganda ideologica, ma impartire un’educazione al rispetto del diritto internazionale e dei valori universali”, segnala il Collegio docenti della SCC. Nella nota ribadisce poi che la scuola “non fa politica di partito, ma educa alla pace alla libertà e al rispetto del diritto internazionale; ha il dovere di affrontare queste violazioni; deve difendere la libertà d’insegnamento”.
Presa di posizione del plenum docenti della CPC
Non solo la Scuola cantonale di commercio, ma anche i docenti della Centro Professionale Commerciale di Lugano si esprimono sull’invasione militare di Gaza. “Condannare questo deliberato massacro è un atto di solidarietà e di compassione, di vicinanza e di comprensione dovuto a esseri umani come noi. La mattanza va fermata ad ogni costo”, affermano i docenti della CPC. Inoltre, il plenum invita “la rappresentanza politica a prendere drasticamente posizione” e a “inviare aiuti umanitari verso i territori palestinesi”. Sul ruolo dei docenti, gli insegnanti della CPC sottolineano che “ciò che cercano di fare ogni giorno è insegnare ai giovani che c’è la possibilità di cambiare le cose, di dire, di farsi sentire con le parole, con il dialogo”, si legge nella nota.

