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Ticino
Gli esperti della scuola dell’obbligo sostengono i docenti sul caso Palestina
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
5 mesi fa
Il Collegio cantonale prende posizione dopo le polemiche sulla lettera della scuola media di Viganello: "L’impegno per i diritti umani e la pace fa parte del mandato educativo".

Il Collegio cantonale degli esperti e delle esperte della scuola dell’obbligo interviene nel dibattito nato attorno alla lettera dei docenti della Scuola media di Viganello sulla drammatica situazione in Palestina. In un testo approvato il 16 ottobre, il Collegio si schiera al fianco dei docenti che hanno espresso pubblicamente la loro preoccupazione, definendo legittimo e coerente con il mandato educativo della scuola "l’impegno per la pace, la giustizia e la difesa dei diritti umani".

Luogo di crescita e confronto critico

Gli esperti ricordano che la Legge della scuola e il Piano di studio ticinese invitano a promuovere il pensiero critico e il dibattito informato su temi di attualità, anche quelli più complessi e controversi. "La scuola deve rimanere un luogo di crescita e di confronto critico e plurale, dove la neutralità e l’imparzialità dell’insegnamento non possono essere invocate per giustificare o addirittura caldeggiare l’indifferenza verso i valori fondanti della nostra civiltà e l’apatia e l’omertà nei riguardi della realtà – pur complessa e difficile da leggere – che ci circonda".

Quella parte della politica che...

Il Collegio cantonale critica inoltre le reazioni di una parte della politica (il Municipio di Lugano, prima, un gruppo parlamentare poi), che "in modo pretestuoso e censorio ha colto l'occasione per mettere in discussione la libertà di insegnamento e il pluralismo di sguardo, la capacità del corpo insegnante di affrontare tematiche sensibili e complesse con la necessaria professionalità e obiettività, in nome di una male intesa 'imparzialità' cui i docenti e le docenti sarebbero tenuti".