
"Come docenti della Scuola Media Bellinzona 1, ci uniamo al dolore, all’indignazione e alla preoccupazione già esposti dalla Scuola Media di Viganello e sottoscriviamo la lettera che la sede scolastica ha pubblicato in data 11 settembre 2025". Inizia così la lettera aperta a sostegno del popolo palestinese redatta dal Collegio dei docenti dell'istituto. In segno di solidarietà al popolo palestinese, "noi docenti denunciamo la situazione umanitaria insostenibile nella striscia di Gaza". Durante il Plenum sono stati sottolineati alcuni punti che il corpo docenti ritiene di fondamentale importanza. Primo fra tutti, il fatto che la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite, il 16 settembre 2025, "ha riconosciuto ufficialmente che lo Stato di Israele sta attuando un genocidio nella striscia di Gaza: una violazione estrema e sistematica dei diritti fondamentali delle e dei palestinesi". In secondo luogo viene poi citata l'occupazione "illegale dei territori della Cisgiordania che lo Stato di Israele sostiene con l'attuazione delle politiche di apartheid e migrazione forzata del popolo palestinese". Infine, il Collegio denuncia fermamente "l'immobilismo del governo svizzero, che mantiene una posizione di attesa e di silenzio".
"Educare alla responsabilità"
Nella lettera aperta i docenti sostengono inoltre che la scuola "non possa limitarsi a sviluppare conoscenze disciplinari, ma debba anche educare alla responsabilità civile, al coraggio morale e alla solidarietà con chi soffre". Come docenti, "nel nostro mandato educativo abbiamo anche quello dell’educazione alla cultura e al rispetto dei diritti universali degli esseri umani. Le immagini disumane di ingiustizie verso le persone palestinesi ci interrogano sul senso del nostro lavoro e della nostra responsabilità civile".
Cosa chiedono
In adesione alle richieste dalla Scuola Media di Viganello, e con ulteriori precisazioni, quello che i docenti chiedono in concreto è:
1. L’invio immediato di aiuti umanitari verso i territori palestinesi e la pressione sul governo di Israele affinché riapra i corridoi umanitari;
2. La protezione per i partecipanti alla spedizione umanitaria Global Sumud Flotilla;
3. Il riconoscimento dello stato di Palestina da parte della Confederazione Svizzera secondo i confini pre-1967, come stabilito nella Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ribadito nella Dichiarazione di New York il 29 luglio 2025;
4. Una chiara e decisa condanna da parte del governo svizzero nei confronti delle politiche genocidarie di Israele in Palestina;
5. L’adozione di sanzioni, anche economiche, da parte della Svizzera verso lo stato di Israele e l’interruzione immediata di ogni collaborazione in ambito economico, finanziario, militare, tecnologico e accademico tra Svizzera e Israele.

