
Il caso Claudio Zali continua a far discutere, anche oltre il San Gottardo. Dalla Svizzera tedesca alla Romandia, fino all'Italia: i principali quotidiani dedicano ampio spazio al presidente del Consiglio di Stato ticinese. Pur partendo dagli stessi fatti, le diverse testate propongono letture differenti: c'è chi ricostruisce la crisi politica nel suo insieme, chi si concentra sulla diffusione degli audio e chi amplia il quadro con le altre vicende che negli ultimi giorni hanno investito il consigliere di Stato. Partiamo, però, da quanto scritto dalla stampa della vicina penisola.
Per il Corriere della Sera «uno scandalo senza precedenti»
Anche oltreconfine il caso ha quindi avuto ampio risalto. Il Corriere della Sera lo definisce «uno scandalo politico senza precedenti», sostenendo che Claudio Zali abbia risposto in modo «minimale», limitandosi a restituire le deleghe di governo e annunciando querele contro i suoi avversari politici. Il quotidiano si concentra soprattutto sulla telefonata registrata che, scrive, «rischia di costargli la carriera politica», sottolineando «la gravità delle affermazioni», pronunciate «da un rappresentante delle istituzioni e responsabile della sicurezza e dell'amministrazione giudiziaria del Ticino». Viene ricordato il passaggio in cui Zali invita la sua interlocutrice a malmenare «senza tanti complimenti» la presunta stalker. «Non bastasse, in un altro passaggio il politico lascia intendere di aver già alzato le mani su quella misteriosa donna», evidenzia il giornale. Il Corriere ricorda poi che l'audio, pubblicato su una pagina Instagram anonima, ha fatto esplodere il caso, seguito dalla presa di posizione del Consiglio di Stato contro «ogni forma di violenza» e l'incitamento, anche verbale, alla violenza di genere, definendo tale comunicato stampa governativo «il minimo sindacale». L'articolo richiama anche le altre due vicende che coinvolgono Zali: l'indagine per presunto abuso di autorità legata al caso del quattordicenne detenuto alla Farera e le presunte pressioni per favorire l'assunzione di una sua conoscente nella sanità pubblica. «Insomma, una tempesta politico-giudiziaria perfetta», conclude il Corriere della Sera, ricordando che Zali ha rinunciato temporaneamente alle deleghe di governo, pur restando in Consiglio di Stato, e ha annunciato di voler trascinare in tribunale i suoi accusatori.
La «tempesta politica» raccontata dall'Aargauer Zeitung
L'analisi più approfondita è quella dell'Aargauer Zeitung, ripresa anche da Bote.ch. Il quotidiano definisce l'attuale momento come una vera e propria «tempesta politica» per il sessantaquattrenne consigliere di Stato, in Governo dal 2013 dopo essere stato presidente del Tribunale penale cantonale. L'articolo ricostruisce il contenuto delle due registrazioni diffuse tramite un profilo Instagram anonimo: nella prima Zali avrebbe invitato una donna a «picchiare» una presunta stalker, affermando di aver fatto lo stesso quando questa si era presentata a casa sua; nella seconda parlerebbe invece della possibilità di rivolgersi a «un amico di Milano» per risolvere un'altra vicenda.
Il quotidiano argoviese ricorda inoltre che, secondo i media ticinesi, gli audio sarebbero autentici e che il primo a rivelarne l'esistenza è stato il Corriere del Ticino. Ampio spazio è dedicato anche alle reazioni politiche: la richiesta di chiarimenti avanzata dai presidenti cantonali di PLR, Centro e PS, la replica di Zali – che denuncia una grave violazione della propria sfera privata e annuncia azioni penali – e la prudenza della Lega, che preferisce attendere prima di prendere posizione. L'Aargauer Zeitung osserva anche come la vicenda esploda a pochi mesi dalle elezioni cantonali, in una fase già complicata dai rapporti tesi tra Lega e UDC.
Il focus sugli audio del Tages-Anzeiger
Più essenziale è invece il Tages-Anzeiger, che concentra quasi tutta l'attenzione sulle registrazioni e sulle loro conseguenze immediate. Il quotidiano zurighese sottolinea che la RSI ha deciso di pubblicare il materiale soltanto dopo averne verificato l'autenticità e aver ritenuto prevalente l'interesse pubblico. L'articolo mette inoltre in evidenza come la diffusione degli audio abbia provocato una forte reazione della politica ticinese, con i partiti che chiedono al presidente del Governo di fornire spiegazioni pubbliche.
Le Matin amplia il fronte
È invece Le Matin ad allargare maggiormente il quadro. Per il quotidiano romando, infatti, gli audio rappresentano soltanto uno dei fronti aperti che coinvolgono Claudio Zali. Dopo aver ricostruito la vicenda delle registrazioni e ricordato che il consigliere di Stato denuncia una violazione della propria vita privata, il giornale dedica ampio spazio anche all'inchiesta per sospetto abuso d'autorità e tentata coazione relativa al caso del quattordicenne detenuto alla Farera.
Ma soprattutto riprende la rivelazione della RSI su una mail del 2020 nella quale Zali sarebbe intervenuto presso l'Ente ospedaliero cantonale a favore di una donna a lui vicina. Le Matin riporta infatti la questione relativa al fatto che il consigliere di Stato avrebbe persino suggerito che, in assenza di posti disponibili, si potesse valutare il licenziamento di un lavoratore frontaliero per far spazio alla candidata. Il quotidiano riporta anche le reazioni dell'allora direttore del DSS Raffaele De Rosa, che prende le distanze dalla vicenda, e dell'ex presidente dell'EOC Paolo Sanvido, che parla di un «profondo disagio» nel rileggere oggi quella comunicazione e ribadisce come le assunzioni debbano essere effettuate esclusivamente sulla base di criteri professionali

