
Abuso di autorità e tentata coazione. È per queste due ipotesi di reato che il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale nei confronti di Claudio Zali in merito alla vicenda del 14enne rimasto per quasi un mese alla Farera. Lo scrive LaRegione, specificando che l’incarto sarebbe stato aperto già a fine giugno e l’inchiesta è condotta dal procuratore generale Andrea Pagani e dalla sostituta procuratrice generale Chiara Borelli. Gli inquirenti avrebbero già eseguito interrogatori e perquisizioni, così come sarebbe stata sequestrata documentazione.
Ricordiamo che il 14enne è coinvolto nell’inchiesta condotta da Ministero pubblico e Magistratura dei minorenni che vuole far luce su un gruppo di ragazzi (maggiorenni e minorenni), sospettati di aver commesso reati contro l’integrità della persona ai danni di un minorenne. I fatti sono accaduti nel mese di maggio nel Locarnese. Nei confronti di questi giovani sono state disposte delle misure restrittive della libertà o sostitutive all’arresto.
Sul caso è intervenuto anche personalmente il consigliere di Stato Claudio Zali, conoscente della madre del giovane, che ha promosso un incontro tra gli attori coinvolti nella presa a carico del giovane. Una mossa che ha suscitato una forte reazione del mondo politico, che oltre agli atti parlamentari, ha portato la Commissione Gestione e finanze ad attivare l'alta vigilanza, con la Sottocommissione finanze che ha già avviato i propri lavori con l'obiettivo di fare piena luce sulla vicenda.
Ma non solo, perché questa mattina, sul caso del 14enne torna a chinasi la sottocommissione giustizia e diritti, che in particolare dovrà capire come procedere. In vista c’è anche una collaborazione con l’altra sottocommissione, quella delle finanze, che ha sentito gli altri partecipanti alla riunione di inizio giugno. Il caso scoppiato ieri (cioè le registrazioni telefoniche attribuite a Zali e diffuse sui social media) non dovrebbe influenzare l’agenda prevista per oggi in sottocommissione giustizia e diritti.

