
Il caso del docente delle medie di Giubiasco accusato di atti sessuali con fanciulli continua a scuotere il Cantone. Oggi è toccato alla politica reagire alla notizia. Interpellanze e prese di posizione si sono concentrate sulla prevenzione e sulla comunicazione dei casi di possibili abusi su minori all’interno della scuola.
Le reazioni della politica
Più Donne ha preso posizione con un'interpellanza, presentata al Consiglio di Stato: «chiediamo di verificare quali sono i protocolli perché, nonostante le rassicurazioni che il Governo ci ha dato a dicembre, ci sono questi nuovi casi e chiediamo che la comunicazione venga fatta in modo chiaro ed esplicito nei confronti di tutta la scuola». L'obiettivo, sempre secondo Merlo, è che «gli allievi abbiano le parole per riuscire ad esprimere quello che è successo». Il riferimento è ai protocolli rafforzati di recente dal Decs, dopo la condanna per atti sessuali con minori di un ex direttore del Luganese. Un tema su cui anche i Verdi Liberali hanno chiesto lumi con un'interrogazione, in particolare sul tema del sostegno e della comunicazione. ErreDiPi, nella sua presa di posizione, parla di un «ennesimo campanello d’allarme che mette in discussione la capacità delle istituzioni scolastiche e del Dipartimento di prevenire ed affrontare comportamenti inappropriati». La proposta è quella di istituire degli «spazi di segnalazione esterni ed indipendenti».
"Fondamentale l'ascolto delle vittime"
ASPI Ticino è attiva in prima linea nella prevenzione di violenza, maltrattamenti ed abusi sessuali su minori. La fondazione opera con diversi progetti, tra cui LoveLimits, che vuole sensibilizzare la fascia d'età 14-16 anni sul tema. Un processo «importante, che deve cominciare il più precocemente possibile - anche quando il tema non è d'attualità», ci spiega la responsabile Mara Menghetti. In questo senso è importante «arrivare prima che un evento accade, trasmettendo le competenze per poter riconoscere situazioni a rischio. Ciò vuol dire ascoltare le proprie emozioni, conoscere e riconoscere le regole del corpo, il fatto che ognuno ha dei limiti che possono essere espressi. E sapere che gli altri hanno il dovere di rispettarli». Sempre secondo ASPI, il linguaggio è fondamentale: «le parole creano la realtà ed è importante dare il giusto nome alle cose, alle emozioni, anche a quelli che sono dei reati, per poter chiedere aiuto». Nel caso di abusi già avvenuti, l'auspicio è che «una vittima possa parlare e si senta ascoltata e senta di avere i mezzi per poterlo fare. È sicuramente importante che una vittima non si senta colpevolizzata o giudicata per quello che è successo», spiega Menghetti.

