
«Si tratta di una notizia che sconcerta, addolora e suscita legittime preoccupazioni». Così la direzione della scuola media di Giubiasco e la Sezione dell’insegnamento medio hanno informato le famiglie dell’istituto, dopo aver ricevuto dal Ministero pubblico la notifica dell’apertura di un procedimento penale a carico di un docente della sede. Per il corpo insegnante, nella pausa di mezzogiorno è stato organizzato un plenum dedicato, così da permettere ai docenti di affrontare in modo adeguato dubbi e domande degli allievi rientrati nel pomeriggio.
Accuse e arresto
La vicenda riguarda un docente 37enne, cittadino svizzero, sospettato di reati nella sfera intima ai danni di alcune minorenni. L’accusa principale è quella di atti sessuali con fanciulli. L’uomo si trova attualmente alla Farera: il suo arresto, già confermato dal giudice dei provvedimenti coercitivi, è stato disposto al termine dei primi interrogatori, svolti il 17 marzo scorso.
Inchiesta nelle prime fasi
Si tratta delle prime fasi di un’inchiesta che, per esigenze istruttorie e per il rischio di collusione, è stata resa nota soltanto ora. Le voci, tuttavia, circolavano già da alcuni giorni, anche alla luce dell’immediata sospensione del docente decisa dal DECS dopo l’apertura del procedimento penale e vista la gravità dei reati ipotizzati. Parallelamente, il Dipartimento ha avviato anche un’inchiesta disciplinare e ha messo a disposizione di docenti, allievi e famiglie figure di sostegno per accompagnare la comunità scolastica in questo momento delicato.
La segnalazione
Secondo quanto comunicato dal Ministero pubblico, gli accertamenti sono partiti a metà marzo da una segnalazione dei servizi del DECS, a loro volta informati di possibili comportamenti penalmente rilevanti da parte del docente nei confronti di una persona minorenne.
Più di una vittima
Sulla scia degli accertamenti effettuati in queste settimane, è inoltre emerso che le presunte vittime sarebbero più di una. Gli approfondimenti, coordinati dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, proseguono sia sull’attività del docente in ambito scolastico sia su eventuali comportamenti avvenuti al di fuori del contesto educativo.
Il messaggio delle autorità
«In attesa degli esiti della procedura penale e della sentenza che delineerà le effettive responsabilità della persona indagata», si legge nella lettera inviata alle famiglie, «il Consiglio di Stato, il DECS e la scuola coinvolta ribadiscono che comportamenti lesivi dell’integrità psicofisica delle persone, in particolare delle e dei minorenni, non sono tollerati». La lettera si chiude con un auspicio: che la scuola possa continuare a essere «comunità, luogo di fiducia e centro di valori, nonostante la quotidianità fortemente scossa in questo momento».

