Una nuova interpellanza interpartitica chiede lumi al Consiglio di Stato sul sondaggio condotto tra gli agenti della Polizia cantonale. "L'atteggiamento di Zali in Gran Consiglio è stato poco rispettoso verso chi ha cercato di comprendere la situazione".
È stato scritto un nuovo capitolo sulla vicenda "malessere all'interno della Polizia cantonale". Dopo le risposte date lunedì da Claudio Zali all'interpellanza del granconsigliere centrista Giovanni Capoferri sul sondaggio condotto tra gli agenti della Polizia cantonale che faceva emergere un certo malessere da parte dei poliziotti, ieri è arrivato un altro atto parlamentare, intitolato "Polizia: vogliamo continuare a nascondere la testa sotto la sabbia?", firmato da Claudio Isabella (Centro) e sottoscritto da deputati di Udc, Centro, Ps, Verdi e Mps. "Il Consiglio di Stato, per il tramite del responsabile politico della polizia, in aula ha espresso forti critiche nei confronti del sondaggio sul clima lavorativo promosso dai sindacati. Un atteggiamento che appare poco rispettoso verso professionisti che, con serietà e dedizione, hanno cercato di comprendere la situazione interna e il clima lavorativo all’interno del Corpo di Polizia". Inoltre, viene ricordato, "il sondaggio trae origine, tra l’altro, dalla mancata condivisione dei risultati di una precedente indagine interna denominata 'Fisica-mente', condotta dal Comando della Polizia cantonale. Già allora erano emerse criticità significative nell’ambiente lavorativo, ma gli esiti non sono mai stati comunicati in modo chiaro e accessibile al personale".
Il Consigliere di Stato responsabile della Polizia intende avviare un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali per affrontare in modo costruttivo le criticità emerse, oppure intende mantenere l’attuale atteggiamento di chiusura, come traspare dalle sue prime dichiarazioni?
I risultati della precedente indagine interna sono stati presentati in modo completo al personale che vi ha attivamente partecipato?
A chi era stata commissionata la precedente indagine interna e a quanto ammontavano i relativi costi?
Quali sono i risultati dettagliati di tale sondaggio interno? Chiediamo di ottenere la copia integrale dei risultati.
Nell’indagine “Fisica-mente” erano emerse situazioni di disagio o criticità riemerse con il sondaggio pubblicato di recente? Se sì, quali?
Sono stati adottati correttivi o misure concrete per migliorare la situazione sulla base delle risultanze dell’indagine “fisica-mente”? In caso affermativo, quali azioni sono state intraprese?
Dal sondaggio sindacale emerge che una parte significativa dei gendarmi si considera in numero insufficiente e sottoposta a elevati livelli di stress. Tenendo conto che il personale in pattuglia è il primo ad intervenire in situazioni di urgenze e che lo stress può rappresentare un rischio per la sicurezza e la salute, perché non si è intervenuti, nonostante i ripetuti segnali d’allarme?
Dal sondaggio è emerso che all’interno della Polizia vi sono difficoltà nella conciliazione tra lavoro e vita familiare, nonché nella possibilità di impiego a tempo parziale, in particolare per il personale femminile. A questo proposito, quante sono attualmente le donne attive nella Polizia cantonale? Si richiedono i dati suddivisi per area.
Com’è evoluto l’organigramma della Polizia negli ultimi anni? Si richiedono gli organigrammi di dettaglio con gli effettivi, suddivisi per Area, relativi agli anni 2010, 2015, 2020 e 2025.
Quali sono attualmente le priorità strategiche identificate dalla governance della Polizia cantonale nelle rispettive aree?