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Ticino
Polizia cantonale sotto pressione, Capoferri: "Quali misure urgenti dal Consiglio di Stato?"
© CdT/Gabriele Putzu
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Redazione
6 mesi fa
Il deputato del Centro interpella l'Esecutivo in merito ai risultati del sondaggio condotto dai sindacati. "Si ritiene opportuno avviare un’indagine interna indipendente?"

I risultati del sondaggio condotto tra gli agenti della Polizia cantonale, e il disagio espresso da 345 agenti, è finito al centro di un'interpellanza del granconsigliere centrista Giovanni Capoferri. Le criticità citate – carichi di lavoro elevati, carenza di risorse operative, mancanza di riconoscimento e di ascolto – "rischiano di compromettere la tenuta complessiva del servizio di polizia, oltre che il benessere psicologico del personale", scrive Capoferri. Il Consiglio di Stato, quale autorità responsabile della sicurezza pubblica e dell’organizzazione amministrativa del Dipartimento delle istituzioni, "è chiamato a garantire che la Polizia cantonale possa operare in condizioni adeguate e in un contesto motivante e sostenibile".

Le domande

Capoferri chiede quindi all'Esecutivo come valuta i risultati del sondaggio e il grado di malessere espresso dal personale della Polizia cantonale e quali misure urgenti intende adottare per migliorare il clima di lavoro e sostenere il personale, in particolare nei reparti maggiormente esposti al sovraccarico operativo. Viene inoltre domandato al Consiglio di Stato se ritiene opportuno avviare un’indagine interna indipendente o costituire un gruppo di lavoro paritetico per analizzare in profondità le criticità emerse e proporre interventi strutturali. Infine, Capoferri vuole sapere se è previsto un piano di comunicazione o di dialogo diretto con il personale per ristabilire la fiducia tra base e vertici, ed entro quale termine il Governo cantonale intende riferire al Gran Consiglio sugli esiti delle misure intraprese.

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