Cerca e trova immobili
Ticino
Polizia cantonale, Dadò contro Zali: "L’audit esterno non è prematuro, è tardivo"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
un anno fa
Il presidente del Centro ribatte alle critiche del consigliere di Stato: "Il Legislativo esercita l’alta vigilanza, serve chiarezza sul malessere degli agenti".

La richiesta di un audit esterno sulla Polizia cantonale continua a scaldare il dibattito politico. Dopo le accuse del consigliere di Stato Claudio Zali, che aveva definito "prematura e inopportuna" la mozione di Fiorenzo Dadò e Natalia Ferrara, il presidente del Centro ribatte dalle colonne del Corriere del Ticino parlando di un intervento "tardivo": i segnali di malessere tra gli agenti – sostiene – erano già emersi negli anni scorsi con sondaggi rimasti senza seguito. "L’alta vigilanza spetta al Legislativo, e non all’Esecutivo. Semmai è Zali che dovrebbe ripassare l’ABC della civica", sottolinea Dadò, convinto che l’indagine esterna serva per "fare chiarezza". Sul fronte opposto, Zali ribadisce che la Polizia è un corpo sano e che non spetta ai deputati “bruciare i tempi”. Ma Dadò rincara: l’ultima fotografia sullo stato di salute della Polizia risale al 2006-2008. "Da allora non è stata più compiuta nessuna verifica esterna, nonostante le ricorrenti segnalazioni sindacali e politiche sui problemi strutturali e gestionali", rileva Dadò che aggiunge: "La mozione è corredata da una lunga serie di dati. Altro che approccio schizofrenico". Intanto, il recente sondaggio indica che sette agenti su dieci hanno pensato di lasciare il Corpo.