
L’avvio di un audit indipendente che valuti la situazione generale in cui si trova oggi il Corpo di Polizia del Canton Ticino e il clima di lavoro in cui gli agenti operano, così come delle proposte per sanare eventuali disfunzionalità che potrebbero emergere. È la richiesta contenuta in una mozione inoltrata dai granconsiglieri Fiorenzo Dadò (Il Centro) e Natalia Ferrara (PLR) a seguito del disagio espresso da 345 agenti attraverso un sondaggio realizzato dai sindacati. L’indagine – si legge nell’atto parlamentare – “deve essere affidata tramite concorso pubblico a un ente esterno al Canton Ticino, di comprovata esperienza e affidabilità, in ambito legale, amministrativo e delle risorse umane”.
Gli aspetti da chiarire
L’indagine degli "auditors", secondo Dadò e Ferrara, deve poter chiarire in tutti i suoi aspetti la presenza di eventuali criticità “almeno in ambiti quali gerarchie, conduzione, operatività, modalità di assunzione e di carriera, relative cause e responsabilità del malessere, indipendenza”. Inoltre “deve poter valutare l’adeguatezza o meno che il Corpo di polizia cantonale sia subordinato unicamente a un solo Dipartimento”. L’analisi “deve poter suggerire eventuali correttivi necessari in ambito legislativo e/o di regolamento, con lo scopo di migliorare il clima di lavoro interno e l’attrattività della professione”. Se necessario, “gli ‘auditors’ dovranno poter garantire l’anonimato delle persone interpellate e disporre di poteri accresciuti”. Verrà infine redatto un rapporto le cui risultanze “dovranno essere presentate al Gran Consiglio e al Consiglio di Stato”.

