
“Il problema è che alcuni membri del nostro Legislativo stanno male se non leggono il loro nome sul giornale ogni tre giorni”. Così si è espresso il consigliere di Stato Claudio Zali, interpellato da La Domenica, commentando la richiesta dei deputati Fiorenzò Dadò (Il Centro) e Natalia Ferrara (PLR) di un audit esterno per valutare la situazione generale in cui si trova oggi il Corpo di Polizia del Canton Ticino. Una richiesta, lo ricordiamo, giunta a seguito del disagio espresso da 345 agenti attraverso un sondaggio realizzato dai sindacati.
Un problema di metodo
Secondo Zali, che ha ripreso la conduzione della polizia a seguito dell’”arrocchino” dei Dipartimenti con il collega Norman Gobbi, il modo di agire di Dadò e Ferrara presenta delle problematiche. “Verificare i risultati del sondaggio è compito del Consiglio di Stato”, ha spiegato. Invece “noto con dispiacere che ci sono due parlamentari che mettono la freccia per superare a destra l’Esecutivo”.
"Nessuna preoccupazione"
“La polizia è sana e funziona bene”, ha ribadito Zali al foglio domenicale, specificando che “quando riceverò il rapporto lo leggerò e ne discuterò con tutti coloro con cui va discusso”.

