
Pensioni statali, alla fine saranno le urne a decidere. Il Tribunale federale ha infatti respinto il ricorso dell'Associazione Rete a Difesa delle Pensioni (ErreDiPi) contro la decisione del Gran Consiglio di chiamare in votazione i ticinesi sulle misure di compensazione per gli affiliati all'Istituto di previdenza del Canton Ticino (Ipct). Misure -ricordiamo- approvate dai deputati lo scorso 17 ottobre e che prevedono un aumento del 3% degli accrediti di vecchiaia e quindi un incremento dei contributi da parte dei dipendenti (60%) e del datore di lavoro (40%). Per l'Associazione, infatti, la decisione dei granconsiglieri di "sottoporre le modifiche della Legge sull’Istituto di previdenza del Canton Ticino al referendum finanziario obbligatorio (Rfo) violava i principi stabiliti dalla giurisprudenza del Tribunale federale in materia di spese vincolate e nuove, e dunque i loro diritti politici”.
"La chiamata alle urne non viola i diritti politici dei cittadini"
Nella sentenza datata 12 marzo, si legge come per i giudici del Tribunale federale "il fatto di sottoporre al voto popolare la soluzione scelta dal Parlamento cantonale non costituisce una violazione dei diritti politici dei cittadini. Dagli atti risulta infatti che l'importo originariamente previsto di 12.5 milioni rappresentava solo un'intenzione del Consiglio di Stato, non sfociata concretamente in una base legale vincolante sulla quale gli aventi diritto di voto avrebbero già potuto esprimersi". Per Mon Repos "anche la tesi ricorsuale, secondo cui per i cittadini sarebbe indifferente come e con quali mezzi neutralizzare gli effetti della riduzione dell'aliquota di conversione, non può essere condivisa". Inoltre, continua la sentenza, "la portata politica di queste decisioni giustifica la possibilità di concedere al popolo la possibilità di esprimersi al riguardo".
"Ne prendiamo atto"
Il Comitato ErreDiPi "non può che prenderne atto", viene spiegato in una nota, in cui sottolinea che "ora si impegnerà in un lavoro di convincimento della popolazione ticinese a favore di un sostegno alle modifiche apportate alla legge IPCT che verranno, a questo punto, sottoposte al voto popolare".
Alle urne il 9 giugno
Il tema sarà così sottoposto a votazione popolare il prossimo 9 giugno, in concomitanza con l'appuntamento alle urne a livello federale. Oltre alla modifica del 17 ottobre della legge sull'Istituto di previdenza del Canton Ticino, i ticinesi dovranno esprimersi sulla modifica del 12 dicembre 2023 della legge tributaria del 21 giugno 1994, ovvero la riforma fiscale; sul decreto legislativo concernente lo stanziamento di un credito di 76 milioni di franchi per l’acquisto dell’edificio ex Banca del Gottardo di proprietà di EFG Bank SA e di un credito di 6,44 milioni di franchi per la progettazione della sua ristrutturazione e dell’adeguamento logistico nonché per uno studio di fattibilità e progettazione per gli spazi destinati alla sede provvisoria necessaria per la ristrutturazione del Palazzo di giustizia del 7 febbraio 2024, progetto noto anche come cittadella della giustizia.

