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Ticino
Caso Hospita, i legami di Petrini con Alberti e i vertici della Lega
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
4 mesi fa
Nonostante Petrini conoscesse Eolo Alberti, i vertici del movimento assegnarono a lui l'incarico di eseguire le verifiche sfociate poi nel "rapporto segreto".

“Ho un incarico professionale con Eolo Alberti, forse non sono la persona adatta a questo compito”. Così avrebbe risposto l’avvocato Enea Petrini al vicecoordinatore della Lega dei Ticinesi Alessandro Mazzoleni, in merito alla richiesta di svolgere un sopralluogo per verificare il fondamento di voci che parlavano di situazioni poco chiare all’interno della società Hospita. Lo riferisce oggi il Corriere del Ticino, citando il verbale della deposizione resa dallo stesso Petrini alla procuratrice pubblica Chiara Borelli. Mazzoleni avrebbe poi discusso la questione con Alberti, il quale non avrebbe avuto obiezioni a far eseguire a Petrini le verifiche. Verifiche che hanno poi dato origine al “rapporto segreto” confezionato per i vertici della Lega dei Ticinesi.

La vicenda

I nuovi dettagli riferiti dal foglio di Muzzano si inseriscono nel complesso “caso Hospita”, tornato alla ribalta in questi giorni a seguito della proposta formulata dalla sottocommissione speciale - istituita in agosto per approfondire i contorni politici della vicenda - di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI). La decisione era stata annunciata dal coordinatore Fabrizio Sirica (PS), il quale ha sottolineato che diverse persone convocate in audizione nelle ultime settimane non si sono presentate. Le motivazioni? Norman Gobbi ha fatto sapere di non essere più coordinatore della Lega e di ritenere prevalente il ruolo di consigliere di Stato. Enea Petrini ha preferito aspettare che i vertici leghisti lo svincolassero dal segreto professionale. Mazzoleni non ha risposto. Daniele Piccaluga, attuale coordinatore del movimento di via Monte Boglia, ha sempre dichiarato di non avere nulla da aggiungere a quanto detto pubblicamente.