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Dopo le dimissioni
Parmelin lascia, Rusconi ricorda il COVID: «In Ticino c’era panico»
Red. Online
3 ore fa
L’ex consigliere nazionale UDC racconta di una telefonata dei primi giorni della pandemia – Sacha Dalcol: «Una persona schietta e spontanea»

Le dimissioni di Guy Parmelin chiudono undici anni in Consiglio federale e aprono la corsa alla successione. L’ex consigliere nazionale UDC Pierre Rusconi e il direttore editoriale del gruppo Corriere del Ticino Sacha Dalcol hanno discusso del bilancio del ministro vodese, ricordando anche alcuni episodi del loro rapporto con lui.

Una telefonata all’inizio della pandemia

Tra i ricordi di Rusconi c’è una telefonata dei primi giorni della pandemia di COVID-19. «In Ticino c’era il panico, mentre nella Svizzera interna non si percepiva la stessa preoccupazione». L’ex consigliere nazionale racconta di avere contattato Parmelin per spiegargli la forte preoccupazione che si viveva in Ticino. «Mi ha chiesto: “Ma è così grave?”». Parmelin promise di richiamarlo, sentì Alain Berset e il giorno successivo fu convocata una conferenza stampa.

«Una persona schietta e spontanea»

Per Rusconi, le dimissioni erano attese: undici anni in Governo, un anno difficile e il venir meno del «fuoco sacro» iniziale rendono comprensibile la scelta di farsi da parte. Dalcol, che ha intervistato Parmelin al Festival Endorfine, lo descrive come «disponibile e diretto». Tra le risposte che, a suo avviso, ne restituiscono meglio il carattere c’è quella data in conferenza stampa su ciò che non gli mancherà: «Il protocollo».

La successione

Sul toto-nomi, Rusconi vede maggiori possibilità per la consigliera di Stato zurighese Nathalie Rickli. Dalcol ritiene che le candidate donne possano avere una chance in più. L’UDC ha fissato al 23 ottobre il termine per presentare le candidature.