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Guy Parmelin annuncia le dimissioni: «Ho informato i colleghi»
©PETER KLAUNZER
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13 ore fa
Da tempo circolavano voci e indiscrezioni sul destino del consigliere federale: il prossimo 31 dicembre l'addio – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
9 ore fa
L'Unione svizzera degli imprenditori rende omaggio a Parmelin

L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) rende omaggio al ministro dell'economia uscente Guy Parmelin: l'associazione ringrazia il 66enne per quello che considera il suo grande impegno a favore della piazza economica, della formazione professionale e di un mercato del lavoro efficiente.

In una nota odierna l'USI sottolinea in particolare l'attenzione del politico vodese per il partenariato sociale. La stretta collaborazione tra datori di lavoro e i dipendenti è un fattore di successo per la Svizzera, viene ricordato. «Guy Parmelin ha sempre coltivato il dialogo tra le parti sociali, contribuendo così alla stabilità e al benessere del nostro paese», si legge nella nota.

Il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) svolge un ruolo chiave per la competitività, la capacità d'innovazione e il benessere della Svizzera, sottolinea l'associazione. Viene quindi considerato importante che continui a perseguire l'attuale politica orientata ai mercati aperti.

10 ore fa
L'elogio di Swissmem: «Impegnato a favorire l'export»

Swissmem elogia l'impegno del consigliere federale uscente Guy Parmelin a favore della piazza economica elvetica: si è in particolare adoperato a favore dell'industria orientata all'esportazione, afferma l'associazione del comparto metalmeccanico ed elettrotecnico.

«Con tenacia e fascino ha promosso il libero scambio, le buone relazioni con l'Unione europea e si è battuto per ridurre la burocrazia», indica l'organizzazione all'agenzia Awp. Le intese di libero scambio con Mercosur, India, Malaysia, Vietnam e Thailandia, nonché l'accordo rivisto con la Cina, recano la sua impronta. Il 66enne ha inoltre guidato la Confederazione «con mano ferma e la necessaria lungimiranza attraverso il periodo turbolento con gli Stati Uniti».

L'associazione si aspetta ora che il suo successore al Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) «provenga da un partito borghese».

10 ore fa
I Verdi liberali chiedono una successione di Parmelin capace di creare consenso

I Verdi liberali si aspettano che chi succederà a Guy Parmelin sia in grado di agire nell'interesse generale. Si cerca una persona disposta ad assumersi la responsabilità del Paese.

«La Svizzera si trova di fronte a scelte decisive», ha comunicato oggi il partito a sostegno della propria richiesta e dopo l'annuncio delle dimissioni del consigliere federale Guy Parmelin.

Ciò vale per le relazioni con l'Europa, per la protezione del clima e per la politica economica e commerciale in un contesto geopolitico complesso. «Ci aspettiamo dai candidati una chiara volontà di agire, nonché le capacità umane e professionali necessarie per assumersi la responsabilità del nostro Paese».

Il gruppo parlamentare dei Verdi liberali inviterà i candidati ad audizioni prima dell'elezione del Consiglio federale e deciderà successivamente a chi dare il proprio sostegno, è stato precisato.

«Ho molto apprezzato la collaborazione con te, in particolare il tuo senso dell'umorismo», ha dichiarato su X la consigliera nazionale del PVL di Basilea Città Katja Christ, rendendo omaggio al ministro dell'economia uscente. Anche il presidente del partito Jürg Grossen ha elogiato su X la collaborazione con Parmelin.

11 ore fa
L'UDC: «C'è tempo fino al 23 ottobre per candidarsi al posto in Consiglio federale»

I candidati al posto in Consiglio federale liberato da Guy Parmelin hanno tempo fino a venerdì 23 ottobre a mezzogiorno per annunciarsi. Lo indica l'UDC in un comunicato odierno.

L'Assemblea federale dovrebbe poi eleggere il nuovo membro del Governo il prossimo mercoledì 9 dicembre, dunque nel corso della prossima sessione invernale, hanno scritto su X i presidenti dei due rami del Parlamento Stefan Engler (Stati, Centro/GR) e Pierre-André Page (Nazionale, UDC/FR). Nel messaggio congiunto hanno pure ringraziato Parmelin per il suo grande impegno in favore della Svizzera.

La commissione di selezione svolgerà le audizioni e formulerà la sua proposta alla presidenza del gruppo parlamentare. Questo eseguirà poi la nomina nel corso della sua riunione di venerdì 20 novembre.

Nella sua nota l'UDC precisa che chi si candiderà dovrà identificarsi con i temi centrali del partito, vale a dire l'indipendenza e la neutralità elvetica, nessun accordo di sottomissione all'UE, né un'adesione subdola a essa, la limitazione dell'immigrazione, la lotta agli abusi in materia d'asilo, l'espulsione dei criminali stranieri, il rafforzamento dell'esercito e della sicurezza interna, la riduzione di imposte, tasse e retribuzioni e, infine, il rispetto dei diritti popolari.

Nell'ambito del processo di successione il partito intende dedicare un'attenzione particolare alla capacità di assumere la guida o del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) lasciato vacante da Parmelin, oppure di quello di giustizia e polizia (DFGP) ora in mano a Beat Jans. «È molto probabile che uno di questi due dipartimenti verrà attribuito al nuovo eletto», recita la nota democentrista.

Intanto, la sezione zurighese ha già annunciato di valutare la candidatura di un suo membro dal momento in cui la commissione di selezione fisserà i criteri, in quanto ritiene di avere tra le proprie fila «più persone con un profilo adatto ad assumere tale funzione».

12 ore fa
I Verdi criticano la politica di libero scambio di Parmelin

I Verdi ringraziano il presidente della Confederazione Guy Parmelin, per il suo impegno pluriennale, in seguito all'annuncio odierno delle sue dimissioni. Allo stesso tempo, però, non usano mezzi termini e criticano la sua politica di libero scambio, definendola «errata».

Il suo mandato è stato l'emblema della politica del regresso della destra borghese ed è stato caratterizzato da una politica di libero scambio superata e dannosa per il futuro, nonché dall'adulazione degli Stati Uniti con accordi discutibili, scrive in un comunicato odierno il partito ecologista. Le riforme ecologiche nella politica agricola sono state bloccate.

Senza alcuna considerazione per la sostenibilità, la protezione del clima e gli standard in materia di diritti umani, è stata perseguita una politica di libero scambio neoliberista con il Mercosur, la Cina e la Malesia, indebolendo fortemente il principio del commercio equo e sostenibile, si legge nel comunicato.

L'attuale legislatura dimostra che il «cartello di potere» in Consiglio federale fa politica scavalcando la popolazione. «Punta sull'esercito, sulle autostrade e sulle centrali nucleari, invece di fare finalmente passi avanti nella protezione del clima o nella parità di genere», hanno scritto i Verdi.

12 ore fa
L'USAM: «Bilancio eccezionale e valido interlocutore»

L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ha reso omaggio al consigliere federale uscente Guy Parmelin per i risultati ottenuti in materia di politica economica. L'associazione sottolinea in particolare gli accordi di libero scambio promossi dal 66enne.

«Il consigliere federale Parmelin vanta un bilancio eccezionale in materia di politica economica in generale, ma soprattutto per quanto riguarda i vari accordi di libero scambio (India, Vietnam, ecc.)», indica l'USAM all'Awp. Anche il fatto che sia stato possibile avviare il rinnovo dell'accordo di libero scambio con la Cina è merito suo.

Tra gli importanti provvedimenti di politica interna del suo mandato, l'associazione cita, tra l'altro, la legge sullo sgravio delle imprese, entrata in vigore nel 2024. L'USAM sottolinea l'importanza della revisione della normativa sulla formazione professionale, con la valorizzazione della formazione professionale superiore con i titoli aggiuntivi «Professional Bachelor» e «Professional Master», entrati in vigore il primo ottobre 2026.

Anche nell'ambito del partenariato sociale, secondo l'USAM Parmelin è stato un valido interlocutore, che ha preso sul serio le richieste dei datori di lavoro. In qualità di presidente della Confederazione, ha inoltre rappresentato la Svizzera «con successo e dignità».

12 ore fa
Il presidente dei Contadini: «Eccellente di fronte alle sfide»

Secondo il presidente dell'Unione svizzera dei contadini (USC) Markus Ritter, l'uscente consigliere federale Guy Parmelin ha dimostrato spiccate capacità di leadership e ha affrontato in modo eccellente le sfide del suo mandato.

«Anche nelle situazioni più difficili ha mantenuto la calma e la visione d'insieme», sottolinea il consigliere nazionale (Centro/SG). Il 66enne è stato membro del governo in un periodo caratterizzato da sfide straordinarie, spiega in dichiarazioni all'agenzia Awp. Tra queste figurano la crisi del coronavirus, la guerra in Ucraina, l'imprevedibilità della politica commerciale americana negli ultimi due anni, l'incendio di Crans-Montana, la frana di Blatten (VS) «e molto altro ancora».

Il politico vodese ha spesso ricoperto il ruolo di gestore di crisi. «Soprattutto con gli americani, è riuscito a contribuire alla ricerca di soluzioni grazie al suo fascino romando e alle sue argomentazioni convincenti». Parmelin ha anche dimostrato di saper scegliere personale qualificato per il proprio entourage, fa notare Ritter.

12 ore fa
La conferenza stampa si è conclusa

La conferenza stampa di Guy Parmelin, dopo una lunga sessione di domande e risposte, è terminata.

12 ore fa
Chi vorrebbe diventare membro del Consiglio federale al giorno d'oggi?

Il Centro ha faticato a trovare un successore per Viola Amherd. Essere Consigliere federale è diventato un lavoro impopolare? Parmelin si candiderebbe ancora oggi? Undici anni fa, naturalmente, era difficile prevedere come si sarebbe evoluto il lavoro, ha chiarito. «Ci sono sempre delle crisi». Ma non come quelle degli ultimi anni, dal 2020. Ciononostante, ha dichiarato: «Per chi è motivato, questo lavoro è molto gratificante». Essere Consigliere federale è un lavoro estremamente interessante in un ambiente fantastico. Un consiglio, quindi.

12 ore fa
Alla moglie lo ha detto solo ieri sera

A Parmelin è stato chiesto quando sua moglie avesse saputo delle sue dimissioni. Ha risposto che ci pensava da mesi, ma che ne aveva informato Caroline Parmelin solo «ieri sera». 

12 ore fa
Economiesuisse dice grazie, «si è impegnato fortemente»

La decisione del consigliere federale Guy Parmelin di dimettersi, annunciata oggi, suscita reazioni anche nel mondo economico. Monika Rühl, direttrice di Economiesuisse, esprime «rammarico» per la scelta e rende omaggio ai meriti del 66enne verso il mondo economico.

«Parmelin si è impegnato instancabilmente per una Svizzera forte come piazza economica», afferma Rühl in dichiarazioni raccolte dall'agenzia Awp. «Sotto la sua guida sono stati negoziati numerosi accordi di libero scambio di grande importanza per la Confederazione, nazione esportatrice: lo ringraziamo per la buona collaborazione».

Secondo la federazione delle imprese elvetiche è decisivo che il successore dell'esponente UDC alla testa del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) si impegni per una piazza economica elvetica competitiva. «Dal punto di vista dell'economia è importante che il DEFR resti in mani borghesi», sottolinea Rühl.

12 ore fa
Il peso del protocollo

«Quello che non mi mancherà è il protocollo». Interpellato sul suo stato d'animo al momento di lasciare, Guy Parmelin è rimasto relativamente pacato, senza mostrare grandi emozioni. «Quello che mi mancherà è la mattina, il caffè con il croissant e il piccolo birchermüesli prima della seduta del Consiglio federale. Era sempre piacevole vedersi con i colleghi prima di entrare in seduta, dove ci si dà tutti del tu. Poi, durante la seduta, ci si scontra e si cerca di muovere le proprie pedine». Un aspetto che Guy Parmelin non rimpiangerà è il protocollo, in particolare a livello internazionale: «A volte dimentico chi deve stare dove e in che modo».

12 ore fa
Parmelin all'ottavo posto tra i consiglieri federali più anziani al momento delle dimissioni

Con un'età di 67 anni, 1 mese e 21 giorni al momento dell'addio, Guy Parmelin si posiziona all'ottavo posto nella classifica dei consiglieri federali più anziani al momento delle dimissioni dall'introduzione della «Formula magica» nel 1960. 

12 ore fa
Si apre lotta per guida DEFR, Jans possibile interessato?

Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è stato regolarmente snobbato dai consiglieri federali negli ultimi anni. La questione che si pone ora è se il socialista Beat Jans approfitterà delle dimissioni di Guy Parmelin per fare lo stesso e passare al Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR). Il basilese ha ricevuto il DFGP tre anni fa alla sua entrata in Governo, ereditandolo dalla collega di partito Elisabeth Baume-Schneider passata all'Interno dopo appena un anno alla testa di Giustizia e Polizia.

Prima della giurassiana era stato il turno di Karin Keller-Sutter, tra il 2020 e il 2023, quando era passata alle finanze, appena prima della crisi di Credit Suisse. Anche Beat Jans potrebbe cogliere l'occasione candidandosi per prendere il comando del DEFR.

Secondo il Consigliere degli Stati Carlo Sommaruga (PS/GE) «vista la sua anzianità di servizio Beat Jans potrebbe assumere la testa di un dipartimento rimasto libero. A meno che venga tradita la regola secondo cui i 'ministri' più longevi hanno priorità nella scelta, potrebbe dunque passare al DEFR».Tuttavia le sue ambizioni potrebbero qui scontrarsi con l'UDC. Questa infatti, secondo il concetto per il quale tutto il Consiglio federale dev'essere concorde sulla ripartizione, potrebbe manifestare l'interesse nel mantenere il controllo del DEFR diventato centrale in un periodo di guerre commerciali come questo. I quattro consiglieri arrivati prima di Jans, vale a dire Ignazio Cassis, Karin Keller-Sutter, Albert Rösti ed Elisabeth Baume-Schneider, dovrebbero tutti conservare l'attuale funzione.

Jans ha inoltre efficacemente contrastato i democentristi su un tema a loro caro come l'asilo, vincendo in giugno la votazione «No a una Svizzera da 10 milioni». Tra i corridoi di Palazzo federale non ci si sbottona anche se pare chiaro che l'UDC non mollerà facilmente la presa sull'economia. Un'altra opzione è dunque che Jans rinunci ora all'arrocco per riprendere il Dipartimento federali degli affari esteri (DFAE) una volta che Cassis lascerà.Il 62enne è vicino ai dossier legati all'Unione europea, gestendo la ripresa del patto migratorio europeo. Con Cassis e altri membri dell'esecutivo ha inoltre difeso i Bilaterali III di fronte al Consiglio degli Stati. Tuttavia, sempre secondo Sommaruga, Jans «sceglierà molto probabilmente un ambito che si rivolge direttamente alla popolazione», dunque verosimilmente non il DFAE. L'ultima socialista ad aver diretto questo dipartimento è stata Micheline Calmy-Rey, una quindicina di anni fa.  

12 ore fa
L'UDC vuole mettere le mani sull'asilo

In seguito alle dimissioni annunciate di Guy Parmelin, l'UDC ha già avanzato delle richieste in merito alla futura ripartizione dei Dipartimenti. Dopo le elezioni suppletive, il partito punta ad assumere la guida del Dipartimento federale di giustizia e polizia, responsabile della politica in materia di asilo.

Allo stesso tempo, in una dichiarazione, l'UDC ha ribadito la propria rivendicazione per il seggio vacante nel Consiglio federale. Essendo il partito con il maggior numero di voti, presenterà un proprio candidato alle elezioni suppletive, che dovrebbero tenersi il 9 dicembre.  

12 ore fa
Consigli al successore? Nessuno

«Non ho consigli da offrire» ha detto Parmelin riguardo al suo successore. Il valzer dei candidati è una questione che riguarda il suo partito, l'UDC, ed è anche una questione generazionale. Parmelin ha 66 anni e, ai suoi occhi, era arrivato il tempo per un nuovo leader.

12 ore fa
Le parole dei Verdi liberali
12 ore fa
Il momento più difficile per Parmelin

Detto che la pandemia lo ha toccato profondamente, Parmelin ha citato il periodo del Covid (anche) come la sua più grande vittoria. Durante la pandemia, il governo federale, insieme ai cantoni, è infatti riuscito a superare la crisi relativamente bene, soprattutto rispetto ad altri Paesi. «Siamo riusciti a riaprire le scuole in tempi brevi, e poi a mantenerle aperte».

La sua più grande sconfitta? I dazi al 39% che la Svizzera si è vista affibbiare da Donald Trump. Ora, spetterà ai suoi colleghi negoziare un accordo tariffario definitivo (e migliore).  

12 ore fa
Il congedo del Centro
12 ore fa
La reazione del PLR
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