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Figurine
Le bustine restano sigillate in Svizzera
La "febbre" sportiva non sembra aver preso piede nella Confederazione, possibilmente in ragione delle polemiche che sin da subito hanno toccato Qatar 2022.

Le figurine Panini, solitamente appuntamento fisso per gli appassionati di calcio soprattuto in vista dei Mondiali, questa volta sembrano avere meno successo del solito in Svizzera. "Quest'anno non raggiungeremo il giro d'affari dell'ultima Coppa del mondo", ha commentato sulle pagine del SonntagsBlick Ezio Bassi, direttore generale di Panini Svizzera. Il calo sarebbe di "qualche punto percentuale".

Boicottaggio e costo della vita

Fra i fattori che influenzano le vendite, vi è certamente il boicottaggio annunciato da più parti della competizione, che fra numerose polemiche si terrà in Qatar il mese prossimo, ha spiegato Bassi. Già all'assegnazione del mondiale al Qatar, e la conseguente decisione di giocare il mondiale d'inverno, erano emerse le prime opinioni contrastanti. In seguito, come noto, al centro delle polemiche che ruotano intorno ai mondiali di Qatar 2022 vi sono finite le questioni ben più serie di violazioni dei diritti umani e regole ambientali. Secondo le stime del Guardian, oltre 6'000 persone avrebbero infatti perso la vita durante la costruzione degli stadi del mondiale.
Al di là di questi retroscena, un secondo fattore che avrebbe giocato contro le figurine è inoltre l'aumento del costo della vita, secondo Bassi. 

Il dibattito sui maxischermi

La febbre del Mondiale sembra insomma salire meno del solito, tanto che diverse città svizzere - e di altre parti d'Europa - rinunceranno alle tradizionali proiezioni pubbliche su maxischermi; tra queste, per esempio, Losanna e Neuchâtel. Per quanto riguarda il Ticino, non dovrebbero essere prese misure di questo tipo, sebbene la discussione sia stata lanciata a livello politico da MPS e Partito socialista.