
L’edizione dei Mondiali di calcio 2022 rischia di passare alla storia come una delle più discusse di sempre. Già dall’assegnazione della manifestazione al Qatar si erano sentiti i primi mugugni. Non ha contribuito la decisione di giocare in inverno, interrompendo così i campionati locali. Di recente si è inoltre riaccesa la questione delle condizioni degli operai impiegati per la costruzione degli stadi: il “Guardian” stima che oltre 6'000 persone abbiano perso la vita durante i lavori.
Il boicottaggio
Diverse città, sia all’estero sia in Svizzera francese, come Losanna e Neauchâtel, hanno quindi deciso di non montare maxischermi per trasmettere le partite della Nazionale in forma di protesta per le sopracitate condizioni dei lavoratori. In Ticino il tema è stato sollevato dall’Mps, che ieri ha inoltrato un’interpellanza al Governo chiedendo al Consiglio di Stato che cosa intenda fare per sensibilizzare e invitare le città ad astenersi dall’organizzare qualsiasi iniziativa a favore dell’imminente torneo. Ma come verranno seguiti i Mondiali in Ticino? La questione del boicottaggio è stata affrontata?
Cosa hanno deciso Lugano e Bellinzona
È notizia degli scorsi giorni che la Città di Lugano ha messo a concorso il maxischermo al Conza: lo spazio è a disposizione gratuitamente, mentre l’organizzazione e i costi dell’evento saranno a carico di chi vincerà il concorso. Contattato da Ticinonews, il sindaco Michele Foletti ha detto che il tema “boicottaggio” non è stato sollevato durante le discussioni. Se i privati dunque si faranno avanti, i tifosi potranno ritrovarsi per assistere alle partite. Spostandoci nella capitale cantonale, ieri è giunta la conferma che verrà montato un maxischermo alla tensostruttura di Bellinzona. Il sindaco Mario Branda ha spiegato di ritenere importante la questione, ma di non considerare un eventuale boicottaggio “una misura efficace. Il problema sta a monte: dall’assegnazione dei Mondiali al Qatar, alla partecipazione della Nazionale svizzera, per finire al fatto che gli incontri vengano trasmessi in televisione”. L’auspicio, semmai, è che “questa manifestazione possa essere vista come un’opportunità per tematizzare determinate questioni. E mi auguro che a farlo siano prima di tutto i giornalisti presenti in loco”.
Luce verde a Chiasso, lavori in corso a Locarno
A Chiasso l’idea è quella di utilizzare un capannone sia per trasmettere i match sia come chalet del natale, in modo da unire i due eventi. In merito a un possibile “oscuramento”, Bruno Arrigoni ha fornito, a titolo personale, la propria opinione. “Sicuramente le condizioni di lavoro descritte sono da condannare”, ha affermato il sindaco. “Non troverei tuttavia molto corretto privare la popolazione di un momento di condivisione, considerando che veniamo da un periodo non semplice: prima la pandemia, ora la questione della possibile penuria energetica in vista dell’inverno”. Inoltre, “si sa da anni che i Mondiali si terranno in Qatar, ma il problema viene sollevato solamente adesso. Per essere coerenti non si dovrebbe neanche partecipare”. In riva al Verbano, il sindaco Alain Scherrer, sempre parlando a titolo personale, si è unito alle voci di condanna per qualsiasi forma di sfruttamento, aggiungendo però di “non vedere l’utilità di un’azione di boicottaggio: se gli appassionati non potessero guardare le partite in piazza, le seguirebbero comunque da casa”, ha osservato. Ha poi aggiunto che “stiamo valutando una possibile integrazione dello schermo con Locarno On Ice”. Per finire, il sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini ha detto che tutti gli aspetti relativi all’organizzazione di eventi legati ai campionati di calcio “verranno discussi solamente settimana prossima in riunione”.

