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Mondiali in Qatar
“Le migliaia di morti non possono essere ignorate neppure in Ticino”
Immagine Shutterstock
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Thomas Schürch
4 anni fa
I granconsiglieri Mps-Pop-Indipedenti chiedono al Governo come intenda muoversi per invitare i comuni ticinesi ad astenersi dall’organizzare qualsiasi iniziativa a favore dei Mondiali in Qatar.

“Il Governo e i comuni ticinesi non possono restare indifferenti alle sistematiche violazioni dei diritti delle persone sfruttate dal Qatar per l’organizzazione dei mondiali di calcio”. È il messaggio, chiaro e netto, espresso dai deputati Mps-Pop-Indipendenti in un’interpellanza inoltrata al Consiglio di Stato con la quale chiedono all’Esecutivo cantonale cosa intende fare per sensibilizzare e invitare le città ad astenersi dall’organizzare qualsiasi iniziativa a favore del campionato in Qatar. Dall’assegnazione del torneo ad oggi sono passati dieci anni durante i quali “il paese qatariota ha costruito le infrastrutture necessarie ad ospitare le partite”, si legge nell’atto parlamentare. “Un business da sempre enorme quello dei Mondiali, ma l’edizione 2022 sarà ricordata probabilmente più per le polemiche legate al sangue versato dallo sfruttamento fino alla morte di lavoratrici e lavoratori migranti per la costruzione degli impianti sportivi e per lo schiaffo all’ambiente e alle lotte contro il riscaldamento climatico”.

Critiche alla Fifa

La Fifa da anni porta avanti campagne e politiche per combattere razzismo e disuguaglianze di genere e la scelta di aggiudicare il torneo al paese qatariota “è la prova lampante di quanto queste politiche siano di facciata e che a contare, in fin dei conti, sono sempre i soldi”, prosegue l’interpellanza. Il Qatar “è da sempre conosciuto come uno dei paesi che più vìola i diritti delle persone LGBTQ+ e dei migranti, che discrimina ed esclude le donne dagli sport e dagli eventi sportivi, che permette e agevola lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori migrati”. Si calcola che nei cantieri per la costruzione degli stadi siano morti, dal 2010 al 2019, 15’021 operai, “costretti a lavorare in condizioni climatiche estreme con temperature che raggiungono e superano i 45° gradi, e con turni massacranti superiori alle 12 ore”. Lavoratori “spesso non pagati o sottopagati, che vivevano in baraccopoli situate ai confini delle ricche città qatariote e non potevano lasciare il paese, né tantomeno cambiare lavoro, perché i padroni gli avevano sequestrato i passaporti”. Tutto questo "con il beneplacito della Fifa”.

Questione climatica

Mps-Pop-Indipendenti affrontano anche la questione del riscaldamento climatico e della lotta per l’ambiente. Essendo il Qatar un paese caratterizzato da alte temperature, i Mondiali sono stati programmati nella stagione invernale e non in quella estiva. Secondo le informazioni pubblicate, sette stadi su otto sono dotati di un impianto di aria condizionata non solo sulle tribune ma anche in campo. “Appare chiaro a chiunque l’assurdità di un tale sistema a fronte dell’ormai innegabile riscaldamento climatico, ma alla Fifa, malgrado pubblicamente si vanti di avere un programma volto a rendere il calcio resiliente al clima e mitigare il nostro impatto sul cambiamento climatico, nessuno sembra preoccuparsene”.

Chi si sta muovendo

Diverse sono le iniziative e le prese di posizione di città, formazioni nazionali e realtà sportive popolari contro i mondiali in Qatar: la Danimarca, partecipante del torneo, ha deciso di oscurare il logo della nazionale e quello dello sponsor principale sulle magliette da gioco "come segno di protesta e di rispetto per le migliaia di lavoratori morti". Parigi, Marsiglia, Bordeaux e altre cinque grandi città francesi boicotteranno a modo loro la manifestazione, non installando schermi giganti e "fan-zone" nelle strade e nelle pubbliche piazze, in segno di protesta contro le violazioni dei diritti umani e delle regole ambientali. “Anche in Svizzera le città di Losanna e Neuchâtel hanno annunciato che non si faranno promotrici dell’installazione di maxischermi o di "fan-zone" apposite, mentre a Ginevra è stata lanciata una petizione”. Per quanto riguarda il Ticino, solo a Chiasso per il momento è certo che sarà allestita una “fan-zone” in un capannone, mentre la città di Lugano ha annunciato che metterà a disposizione di chi si aggiudicherà il concorso un maxischermo al Centro esposizioni Conza. Nello spirito della Costituzione “è un nostro obbligo morale degli enti pubblici astenersi dall’organizzare qualsiasi iniziativa a favore dei campionati mondiali di calcio questo inverno, in particolare rinunciando all’istallazione di maxischermi nelle proprie piazze o in strutture pubbliche per seguire le partite”. La vita e la dignità delle persone morte sui cantieri, delle persone sfruttate, maltrattate e sequestrate e il forte impatto climatico del torneo “devono portarci a prendere posizione con decisione e spingerci verso il boicottaggio di questo torneo”, concludono gli interpellanti.

 

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