
Dopo l'eliminazione nei quarti di finale dei Mondiali, la nazionale svizzera si appresta ad affrontare un nuovo ciclo che la porterà fino a Euro 2028. Con quali giocatori e con quale obiettivo? Ecco una panoramica dei prossimi appuntamenti in quattro domande.
Cosa
manca alla Svizzera?
Nelle
sue ultime otto eliminazioni da un grande torneo, la Svizzera è stata sconfitta
sei volte oltre i tempi regolamentari. Quattro ai rigori (Mondiali 2006,
Euro 2016, 2021 e 2024), due ai supplementari (Mondiali 2014 e 2026), e
spesso contro avversari di prestigio. Ciò testimonia il divario minimo che la
separa dalle Nazionali più grandi. Ma quante squadre sono ancora chiaramente
superiori alla «Nati»? Senza dubbio Francia e Spagna, forse l’Inghilterra,
tutte presenti nelle semifinali di questo Mondiale. L’Argentina? Difficile
dirlo, dopo la delusione di Kansas City. La compagine rossocrociata è ben guidata. La sua forza collettiva e la sua stabilità l’hanno
resa una delle migliori otto squadre al mondo. Probabilmente le mancano alcuni
giocatori di spicco in grado di ribaltare le sorti di una partita. Johan
Manzambi sembra avere la stoffa giusta e il ginevrino è mancato terribilmente
ai suoi compagni dopo l’infortunio.
Quale
deve essere il prossimo obiettivo?
Raggiungendo
i quarti di finale dei Mondiali per la quarta volta dopo il 1934, il 1938 e il
1954, la squadra di Murat Yakin ha centrato l’obiettivo fissato dall’ASF. Il
fatto che abbia dovuto vincere due partite a eliminazione diretta per riuscirci
basta a rendere questa Coppa del Mondo la migliore della nostra storia. E adesso?
«Questo torneo e quello precedente (Euro 2024, ndr) hanno dimostrato che la
Svizzera è in grado di raggiungere le semifinali, o addirittura la finale, di una
grande competizione», ha detto il direttore delle squadre nazionali, Pierluigi
Tami. A sentire le parole del dirigente ticinese e a vedere la frustrazione dei
giocatori per essere arrivati così vicini alle semifinali, come due anni fa
contro l’Inghilterra, si è portati a credere che questo sia il nuovo
obiettivo.
Ci
saranno delle partenze?
Dopo
gli Europei del 2024, tre ritiri dalla Nazionale avevano dato il via a un
ricambio generazionale: parliamo degli addii di Yann Sommer, Fabian Schär e
Xherdan Shaqiri. Ce ne saranno altri dopo l’avventura nordamericana? «Nessun
giocatore mi ha comunicato la propria intenzione di smettere», ha assicurato Yakin
all’indomani dell’eliminazione. Remo Freuler (34 anni) era un potenziale
candidato, ma l’interessato ha dichiarato alla SRF di voler continuare.
Permangono dubbi sui terzini Ricardo Rodriguez e Silvan Widmer, entrambi
33enni. Il primo ha ancora un margine di vantaggio sul rivale Miro Muheim,
mentre il secondo ha perso il posto a favore di Denis Zakaria durante questi
Mondiali. Non c’è alcun dubbio che Granit Xhaka continuerà a indossare la
fascia di capitano nel prossimo futuro. A 33 anni, il detentore del record di
presenze con la casacca rossocrociata (153) vuole credere di poter portare la
Svizzera ancora più lontano. Sarà presente nel 2028 e non è affatto
irragionevole immaginare che prolunghi la sua carriera internazionale fino alla Coppa del Mondo del centenario, nel 2030. Yakin, dal canto suo, ha un contratto fino
all’estate del 2028 e ha ribadito il suo «orgoglio» e la sua «voglia» di
guidare la «Nati».
Qual
è il programma da qui in avanti?
Il
prossimo appuntamento per la nazionale svizzera è previsto per questo autunno,
con la Nations League. Retrocessa nella Lega B, affronterà Scozia, Slovenia e
Macedonia del Nord (andata e ritorno). Quattro delle sei partite si
disputeranno dal 26 settembre al 6 ottobre. Le altre due, il 13 e il 16
novembre. La «Nati» deve dare il massimo, poiché questa Nations League servirà
a determinare i gironi per il sorteggio delle qualificazioni a Euro 2028. La presenza
nella Lega B significa che gli elvetici potranno aspirare, nella migliore delle
ipotesi, solo a un posto nel Gruppo 2.

