

È finita a Kansas City, dunque. La Svizzera saluta il Mondiale 2026 fra le lacrime ma con orgoglio. 3-1 il risultato finale, con l'Argentina che affronterà in semifinale l'Inghilterra in una riedizione del quarto di Messico 86, quello della Mano di Dio. Peccato, peccato davvero, anche perché viene da chiedersi che partita sarebbe stata senza l'espulsione (giusta) di Embolo.
È finita, oramai. Lautaro, sugli sviluppi di un contropiede, firma il 3-1 che condanna definitivamente la Svizzera. Peccato, peccato davvero.
Non c'è più niente da perdere e Yakin vuole ribadirlo gettando nella mischia Vargas, entrato al posto di Freuler.
A furia di spingere, l'Argentina passa. E lo fa con un gol oggettivamente bellissimo: un tiro a giro di Julian Alvarez sul quale Kobel, ahinoi, non può nulla. È 2-1. Pareggiare, ora come ora, appare un miraggio.
Murat Yakin ha battezzato nuovamente la squadra durante la breve pausa. C'è grande convinzione fra i rossocrociati. L'impresa è possibile.
È finito il primo tempo supplementare. Svizzera sul pezzo, con una grande dignità difensiva al cospetto di un'Argentina in superiorità numerica.
Yakin si gioca un'altra carta. Jashari prende il posto di Zakaria. L'obiettivo, immaginiamo, è puntare sulle qualità di palleggio del milanista.
Iniziano i supplementari. Sarà una sofferenza, ma siamo vivi. E conta questo.
Un'ottima Svizzera, capace di superare pure un brivido finale con Kobel miracoloso su Lisandro Martinez, è riuscita nell'impresa di portare l'Argentina ai supplementari, proprio come agli ottavi di Brasile 2014. I rossocrociati, dal 72', giostrano in dieci complice l'espulsione di Embolo.
Altro cambio per Yakin, in difesa: fuori Rodriguez, davvero generoso, dentro Cömert.
La Svizzera soffre, in questo finale concitato, con 9 minuti di recupero decretati dall'arbitro. È Messi, in particolare, a sfiorare il 2-1 con un tiro a giro.
Ecco i cambi: dentro Widmer, Amdouni e Muheim, fuori Sow, Ndoye e Rieder.
Proprio mentre la Svizzera stava prendendo il controllo della partita, si è ritrovata in inferiorità numerica. Un altro duro colpo per i rossocrociati, a immagine di Embolo uscito in lacrime dal campo.

Colpo di scena al 71': accusato di simulazione per un fallo di Paredes, Embolo riceve il secondo cartellino giallo dopo l’intervento del VAR. L’attaccante viene dunque espulso e la Svizzera si ritrova in 10. Questa espulsione, per quanto corretta, sembra inverosimile. L'arbitro ha consultato il VAR a causa di un dubbio sull'identità dell'autore del fallo su Embolo, e alla fine ha espulso proprio Embolo per simulazione.
A Lugano l'entusiasmo regna di nuovo sovrano grazie all'1-1. Ecco la reazione della piazza:
La Svizzera c'è. Eccome se c'è. Dopo averci provato, Ndoye trova il pertugio giusto al 67' dopo una splendida triangolazione con Rodriguez, davvero commovente. A Kansas City è 1-1. Il quarto di finale è riaperto. Ci siamo, ci siamo, ci siamo.

Occasionissima per la Svizzera, al termine di un'azione ben manovrata. Di testa, su cross di Rodriguez, Ndoye impegna seriamente Martinez. Il quale, poco dopo, è costretto agli straordinari da un tiro di Xhaka dalla distanza.
Il secondo tempo è cominciato con una Svizzera determinata, desiderosa di recuperare il gol subito. L'occasione più ghiotta, si fa per dire, è capitata al 60' sulla testa di Embolo. Parata tutto sommato comoda per Martinez.
La partita è ricominciata. Nessuna delle due squadre finora ha effettuato cambi.
L'Argentina non ha fatto granché, va detto, ma ha dato prova di una formidabile efficacia, trasformando la sua unica occasione da gol grazie a un colpo di testa di Mac Allister su calcio d'angolo battuto da Messi. Al contrario, la Svizzera ha mancato di precisione e lucidità, soprattutto dopo l’1-0. Murat Yakin deve indubbiamente cambiare qualcosa.

