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Politica
Vitta non si ricandida, il DFE fa gola a Sirica e UDC
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Samuele Quadri
13 ore fa
Rimescolate le carte in gioco in Governo, gli altri partiti non restano a guardare. Unanimi i ringraziamenti a Christian Vitta senza nascondere però alcune critiche. Nel frattempo il DFE fa gola all'UDC e al copresidente PS Fabrizio Sirica. La Lega deve chiarire se correre con i cugini, mentre il Centro aspetta fiducioso, le mosse del suo Consigliere di Stato.

Dopo 12 anni Christian Vitta lascia il Consiglio di Stato. Una notizia che rimescola le carte della corsa alle Elezioni del 2027. Gli occhi erano puntati sulle due figure leghiste e il jolly UDC. Il primo a dare il due di picche è stato però il «ministro» del PLR.

Fabrizio Sirica vuole il DFE

Una mano ora aperta a cui tutti vogliono giocare. In primis Fabrizio Sirica, co-presidente PS che brama il DFE: «Pensavo continuasse, quindi mi ha lasciato sorpreso. Si apre ora un capitolo di bilanci. Dal punto di vista personale: io voglio il DFE. Lo dico chiaramente: il Partito Socialista alla prossima tornata, dal mio punto di vista, deve chiedere il Dipartimento Finanze ed Economia perché anche dall'interno e con gli stessi soldi si può fare meglio. Anzi, bisogna fare meglio».

Stessa posizione l'UDC

Una richiesta avanzata anche dai democentristi. Esecutivo ad oggi che gioca con 4 semi diversi: PS, PLR, Centro e LEGA. Ma l’UDC ha già da tempo scoperto le carte e le notizie in casa liberale fanno gola. «Credo che Vitta abbia giustamente preso questa decisione, anche probabilmente per permettere un rinnovo nel suo partito e questo è sicuramente da ammirare», ci dice il presidente UDC Piero Marchesi. «Diversi presidenti di partito ci hanno provocato negli ultimi mesi dicendo: ‘Vedremo se l'UDC, quando sarà in governo, avrà il coraggio di prendere il DFE’ e oggi lo confermiamo e lo diciamo in modo molto chiaro che siamo pronti a prendere il DFE perché abbiamo, penso, delle idee per mettere a posto le finanze del Canton Ticino che sono in enorme difficoltà. Siamo pronti a prenderci la responsabilità di metterle in atto. Bisogna avere un po' più di coraggio e determinazione e noi siamo pronti a metterci in gioco».

La visione della Lega

Attenzioni dunque che ora devono suddividersi nella scacchiera governativa del futuro. Prima di guardare altrove, la Lega dei Ticinesi deve innanzitutto capire con chi giocare la partita. «Per noi cambia poco», afferma il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga. «Anche perché prima di pensare agli altri guardiamo in casa nostra. Abbiamo ancora da chiarire con i nostri cugini dell'UDC cosa faremo e che intenzioni si avranno. Ho avuto la fortuna di conoscere Christian Vitta in questa legislatura. Una persona che -quando mi è capitato di potergli parlare- è sempre stata disponibile. Ammetto però che il neo dell'arrocco è qualcosa che ancora un po' mi pesa, anche perché personalmente speravo tanto nell'appoggio di Christian Vitta».

e in casa Centro?

Ad attendere le mosse del proprio Consigliere di Stato, il Centro. Il presidente di partito Fiorenzo Dadò ribadisce la volontà di puntare sui temi: «Io comunque lo comprendo. È sempre stato un Consigliere di Stato serio, un Consigliere di Stato attendibile. Per quanto ci riguarda aspettiamo di vedere anche Raffaele De Rosa. È verosimile che si ricandiderà. L’aspetto delle ‘sedie’ ci tocca -per la nostra indole- in maniera marginale». Quale saranno dunque le carte vincenti dei liberali, è ancora da scoprire. Nel frattempo, gli altri giocatori osservano e faranno le loro mosse in vista delle Cantonali con il DFE sul tavolo.