
L’annuncio di Christian Vitta di non ricandidarsi al Consiglio di Stato apre una nuova fase per il Canton Ticino. È quanto ritiene l’UDC, che a Vitta «riconosce la correttezza istituzionale, la capacità di dialogare e di mediare, qualità che hanno certamente caratterizzato la sua presenza in Governo». Ma dopo dodici anni alla guida del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) «il bilancio politico non può essere solo celebrativo: in futuro è necessaria più visione e soprattutto più coraggio nell’affrontare le grandi riforme di cui il Ticino ha bisogno».
«Un'opportunità per cambiare passo»
Ad aprile 2027, scrive il partito in una nota stampa, «non si cambierà semplicemente un nome in Consiglio di Stato, ma si creerà una vera e propria opportunità per cambiare passo nella politica finanziaria ed economica del Cantone. Lo affermiamo senza alcuna remora: siamo pronti e determinati ad assumerci le responsabilità del Dipartimento delle finanze e dell’economia». L’obiettivo «è entrare in Governo e contribuire tangibilmente al rilancio del Ticino. Nonostante siamo evidentemente ben disposti ad assumere qualsiasi Dipartimento, il DFE rappresenta una sfida stimolante che l’UDC è pronta a raccogliere».
«Non è il momento per calcoli di partito»
Quando il debito pubblico aumenta, «la spesa è in costante crescita e il margine di manovra del Cantone si restringe», puntualizza l'UDC. «Non è il momento per calcoli di partito o per mezze misure. Servono coraggio, responsabilità e scelte definite». Le ricette democentriste «che purtroppo i partiti di governo hanno troppo spesso snobbato, rinviato o annacquato sono valide. Proposte concrete, presentate più volte, discusse e in parte anche avallate dal popolo. Vogliamo passare dalle parole ai fatti: rimettere ordine nei conti pubblici e rilanciare l’economia ticinese. L’UDC è pronta ad assumersi, assieme ad altri, questa responsabilità fino in fondo. Il Ticino deve tornare a essere un Cantone attrattivo per le aziende e per gli investitori».

