
“Altro che riforma: un pasticcio affrettato per salvare la faccia a Bertoli”. Così si è espressa l’UDC Ticino commentando la decisione di ieri della maggioranza del Gran Consiglio di dire “sì” alla sperimentazione sulla codocenza in sei istituti ticinesi a partire da settembre 2023 per superare il sistema dei livelli A e B. “È stato fatto rientrare dalla finestra un pezzo della fu ‘scuola che verrà’ bocciata dal popolo ticinese”, scrivono i democentristi in un comunicato.
“Un esperimento che non condurrà da nessuna parte”
I ticinesi vogliono una vera e solida riforma del sistema scolastico “per salvare il futuro dei nostri giovani”, si legge ancora. Invece, il DECS, il Consiglio di Stato, la Commissione scolastica e il Gran Consiglio “se ne fanno un baffo e buttano nel mucchio un pasticcio affrettato e milionario”. Dopo 12 anni di politiche e scelte scolastiche “fallimentari e di ideologia egualitarista da parte del DECS, si è deciso di sprecare altri 3 anni con un esperimento che non condurrà da nessuna parte”.
“Si vogliono illudere allievi e genitori”
I democentristi criticano la modalità della sperimentazione: per tre anni verranno testati quattro nuovi modelli didattici, “ma al massimo per 6 sedi scolastiche delle 36 di scuola media, senza specificare cosa sarà testato, quali sono i criteri di valutazione, quali saranno i vantaggi e gli svantaggi di chi partecipa e chi e come sarà giudicato l’esito dell’esperimento”. Si vuole “illudere i genitori e gli allievi che i livelli non ci saranno più, mentre continueranno ad esserci per circa 10'000 studenti su 12'000 delle scuole medie”. Oltre a non essere “scientificamente serio”, questo procedimento “crea confusione generale tra docenti, direzioni e genitori, oltre a una evidente disparità di trattamento tra allievi, famiglie e sedi, senza sapere se e chi sarà favorito e chi sarà penalizzato da questa scelta affrettata, improvvisata e incompleta”.
“Manca un credito di spesa”
Secondo l’UDC la situazione della scuola ticinese non sarà migliorata di un millimetro “e chi ne pagherà le conseguenze saranno le famiglie”. Inoltre, il Gran Consiglio “ha votato questa assurda e discriminatoria formula di sperimentazione senza un dispositivo di legge e senza un credito di spesa”. Il partito democentrista ha sempre ribadito che la scuola andava riformata al più presto e dal 2016 a oggi “ha presentato soluzioni concrete, tutte inevase. Ci siamo battuti e ci batteremo per superare il vicolo cieco dei livelli, ma non abbassando la qualità, né creando incertezza e approssimazione. Deploriamo la fuga in avanti di quanto deciso ieri in fretta e furia”, tanto più che “fra poche settimane ci sarà un nuovo capo del DECS e una nuova Commissione scolastica che potrebbero, ce lo auguriamo, procedere finalmente con una riforma scolastica per tutti e non con una rivoluzione sociale per pochi”.

