
Lunedì si concluderà la missione della hotline speciale per la grandinata di Locarno. I servizi comunali continueranno ad aiutare chi ne ha bisogno, ma non vi saranno più addetti dedicati costantemente a questo lavoro. Sono stati un centinaio i casi trattati. Ma come sta Locarno a tre settimane dalla grandinata eccezionale? Alain Scherrer ha spiegato a Ticinonews che “dieci giorni fa erano 86 le persone sfollate, al momento i nostri servizi si stanno occupando di una decina di casi”.
Aiuto ma anche conforto
L’hotline è stata una buona esperienza, continua il sindaco, bene accolta dalla popolazione colpita. “È stata anche un’occasione non solo di raccontare i propri problemi e trovare una soluzione, ma anche un po’ di sfogarsi e raccontare la brutta esperienza avuta, cercare anche un conforto umano, un po’ di empatia oltre a degli aiuti pratici”, spiega Scherrer.
I danni agli stabili pubblici
Un altro capitolo ancora sensibile è quello dei danni agli stabili comunali. “Si possono quantificare attorno ai 7-8 milioni di franchi complessivi”, chiarisce il sindaco. “Gli stabili più colpiti sono il Fevi, per il quale alla prossima seduta di Municipio delibereremo per la messa in sicurezza. A inizio ottobre, in base ai vari scenari, capiremo quali saranno gli orientamenti da prendere per poterlo risistemare. Poi c’è San Francesco, nel quale la scuola dell’infanzia ha dovuto spostarsi per due o tre mesi in una sede provvisoria presso gli spazi diurni del San Carlo. Anche il Palacinema è danneggiato, però per fortuna funzionante”.

