
“Il Consiglio federale ha deciso di dimostrare interesse verso il problema, ma lo fa in maniera insufficiente, perché agisce tardi, con dei tempi troppo lunghi e con delle misure insufficienti”. Così Adriano Venuti, presidente dell’Associazione inquilini per la Svizzera italiana, ha commentato ai microfoni di Ticinonews la notizia di ieri relativa alla decisione del Governo di prendere delle misure mirate e a breve termine per contenere i costi di locazione.
Perché le critiche
Salvo sorprese, dal primo dicembre il tasso ipotecario di riferimento per l’adeguamento delle pigioni passerà dall’1.5 all’1.75%. Le misure pensate dal Consiglio federale, invece, non saranno sottoposte a consultazione prima dell’estate. Vi è poi un altro problema: “Le misure sono insufficienti. Quella di introdurre maggiori informazioni sul modulo di inizio locazione è praticamente inutile, in quanto questo documento è utilizzato solo in 7-8 cantoni”, ha rimarcato Venuti.
La proposta
Per l’Associazione svizzera degli inquilini l’unica soluzione è quella di sospendere da subito il sistema che lega l’ammontare degli affitti al tasso ipotecario di riferimento. “Il sistema in questi anni non sempre ha funzionato bene”, ha ricordato il presidente dell’Asi. “Quando c’è stata la diminuzione di pigione, non sempre questa è stata riversata. Era un po’ complicato fare la richiesta e ottenere la relativa riduzione”.
Il parere opposto
Il sistema nel suo insieme è invece difeso dal fronte opposto: l’Associazione dell’economia immobiliare. Da un lato, ha spiegato il segretario della SIT Alberto Montorfani, tutela gli interessi degli inquilini con il diritto a contestare pigioni e disdette abusive; dall’altro, incentiva i proprietari a costruire. “Una volta ai proprietari si diceva quali fossero i costi, si stipulavano dei contratti per poterli coprire, ma una volta fatto il contratto, da lì in avanti l’aumento o la riduzione dovevano seguire l’evoluzione di questi costi”, ha affermato Montorfani. “Credo che questo sia un valore che il Consiglio federale non vuole mettere giustamente in discussione per principio, ma intende semplicemente dire alle parti che se si ritiene che vi siano oggi delle contingenze per cui c’è qualcosa da ripensare, lo si può fare, ma senza buttare via il bambino con l’acqua sporca”.

