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Ticino
Ricorso sul Preventivo 2024, Bertoli: "Il sistema è stato violato"
Redazione
3 anni fa
L'ex direttore del DECS espone le motivazioni che stanno dietro alla decisione di ricorrere. "Ad essere interessati sono soltanto due articoli. Gli altri, incluso quello che approva il preventivo, sono tranquillamente approvati e validi".

Manuele Bertoli e Raoul Ghisletta sono convinti: il Parlamento cantonale ha negato un diritto costituzionale fondamentale ai cittadini ticinesi, quello di referendum. È per questo che hanno inoltrato ricorso contro due norme contenute nel decreto legislativo relativo al Preventivo 2024, che finiranno quindi sul tavolo del Tribunale federale.

Gli articoli sotto attacco

Dopo ore di dibattiti e decine di emendamenti, ricordiamo, lo scorso 7 febbraio il Parlamento ticinese ha dato luce verde al Preventivo con 46 favorevoli, 36 contrari e 2 astenuti. Ad essere finiti nelle mire di Bertoli e Ghisletta sono in particolare l’articolo 2 e il 3. Il primo riguarda i tagli nel settore dell’asilo, il secondo i dipendenti dello Stato ed è quello relativo alla non sostituzione del personale partente nella misura del 20%.

Bertoli: “Il sistema è stato violato”

Di questi articoli si era già discusso durante i dibattimenti. In Commissione e in Gran Consiglio era stato chiarito che queste proposte aggiuntive non fossero calcolate e misurate, e quindi collegate alle cifre del preventivo, bensì delle indicazioni politiche, o degli auspici, all’attenzione del Governo. I due ricorrenti, però, non sono della stessa opinione. “Gli auspici normalmente vengono espressi in un altro modo, ma non si fanno degli articoli di legge che danno al Governo un mandato chiaro e obbligatorio”, precisa ai microfoni di Ticinonews Manuele Bertoli, ex Direttore del DECS e ora presidente della Commissione federale della migrazione. “Io ricordo, ad esempio, che il decreto Morisoli conteneva degli articoli di legge, sempre sulla spesa pubblica, ed era regolarmente munito di clausola referendaria, che ha poi portato a un referendum. Noi conosciamo il sistema e in questo caso è stato violato”.

Nessun effetto sull'approvazione del preventivo

I due firmatari del ricorso chiedono quindi subito l’effetto sospensivo e, successivamente, l’annullamento di queste due proposte. Qualcosa che comunque, non va a toccare il preventivo. “Il decreto ha diversi articoli, noi ne attacchiamo due”, precisa Bertoli. Gli altri “sono tranquillamente approvati e validi, soprattutto il numero 1, che approva il preventivo”. Da questo punto di vista “non c’è problema. C’è un problema invece sulle conseguenze che alcuni vorrebbero che si mettessero in atto per risparmiare su due settori molto delicati”.

 

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