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Ticino
Preventivo 2024, scatta il ricorso contro la mancata referendabilità
© CdT/Chiara Zocchetti
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Redazione
3 anni fa
Il ricorso è stato inoltrato al Tribunale federale "contro le due norme improvvidamente aggiunte dalla maggioranza della Commissione della gestione e delle finanze", si legge in una raccomandata firmata da Manuele Bertoli e Raoul Ghisletta.

È ricorso contro la mancata referendabilità degli articoli 2 e 3 del decreto sul Preventivo 2024 del Canton Ticino. È quanto fatto in data odierna con una raccomandata inoltrata dal Tribunale federale firmata da Manuele Bertoli, ex consigliere di Stato direttore del Decs e dal segretario sindacale del Vpod Raoul Ghisletta. Approvando le due norme in questa forma, si legge, "il Parlamento cantonale ha negato un diritto costituzionale fondamentale ai cittadini ticinesi e per questo il ricorso chiede di annullare le due disposizioni impugnate". La contestazione giuridica "si basa sulla violazione del diritto di referendum riconosciuto dalla Costituzione ed è su questo punto che il Tribunale federale sarà chiamato a pronunciarsi. Una violazione grave, che tocca uno dei diritti centrali del sistema democratico del nostro Paese e del nostro Cantone. Ma al di là degli aspetti puramente giuridici, il ricorso è presentato anche per contestare i contenuti delle due disposizioni di cui si chiede l’annullamento".

Gli articoli in questione

Il ricorso, come scritto, è stato inoltrato contro la mancata referendabilità degli articoli 2 e 3. Il primo, che impone al Consiglio di Stato drastici tagli nel settore dell'asilo, "non considera le necessità delle tante persone che vengono sostenute nel nostro Cantone dopo aver dovuto fuggire dalla loro terra d’origine". Bertoli, che ricordiamo è ora presidente della Commissione federale della migrazione, ritiene che  "limitare il sostegno a quanto possibile con i soli finanziamenti federali riduca l’accoglienza verso questi uomini, donne e bambini in maniera inaccettabile, considerato anche il fatto che i finanziamenti federali sono forfettari, rispondono a parametri burocratici e non considerano la realtà concreta delle necessità di queste persone". Il secondo, invece, riguarda la non sostituzione del 20% dei dipendenti dello Stato. Questa misura, viene spiegato, "svilisce la pubblica amministrazione e tutti i suoi servizi e istituzioni, partendo dal principio, sbagliato e mai comprovato, che quello che ieri si faceva in 10 oggi sia possibile farlo in 8". Ghisletta contesta questo approccio nella definizione della dotazione del personale cantonale, che attuato a partire dal 2022 per la categoria degli 'impiegati, ha già creato problemi concreti nei servizi erogati alla popolazione (anche a quella meno favorita, come l’utenza dei servizi sociopsichiatrici). Il fatto di estendere ora questo approccio rigido ed aleatorio alla scuola, per il segretario del Vpod "è un atto che inevitabilmente ridurrà la qualità della scuola e della formazione professionale per le giovani generazioni".