
Non smette di far discutere il presidio antifascista andato in scena ieri nella centralissima piazza Manzoni a Lugano dove, per l'occasione, si sono riunite circa 300 persone. Così, dopo l'interrogazioni rivolta al Municipio cittadino dal Gruppo Lega Lugano in Consiglio Comunale e la reazione dei giovani leghisti per il comportamento adottato dal granconsigliere dell'MPS Matteo Pronzini, adesso giunge anche un'interrogazione del gruppo UDC in consiglio comunale.
Dal diritto alla violazione
Riguardo alla manifestazione, il gruppo UDC osserva che «libertà di espressione e di riunione è garantita dall’ordinamento. Essa, tuttavia, non è assoluta e presuppone il rispetto delle procedure e delle regole vigenti. Quando una manifestazione si svolge deliberatamente in assenza di autorizzazione, l’autorità non è più chiamata a garantire un diritto, bensì a gestire una violazione».
Il gruppo UDC attira quindi l'attenzione sul fatto che «simili eventi comportano mobilitazioni straordinarie delle forze dell’ordine, impiego significativo di risorse pubbliche e potenziali rischi per la sicurezza di cittadini e commercianti».
«Durante l’evento in questione, come già in altre occasioni, è stata inoltre constatata la presenza di individui con il volto coperto, in contrasto con la normativa federale sulla dissimulazione del volto approvata dal Popolo e dai Cantoni. L’applicazione di tale norma non può essere discrezionale né subordinata a valutazioni di opportunità politica», continua l'interrogazione inoltrata al Municipio di Lugano.
Le domande per il Municipio
Fatte queste considerazioni, il gruppo UDC chiede dunque al Municipio:
1. A quanto ammontano i costi complessivi
sostenuti dalla Città per la manifestazione non autorizzata del 21 febbraio
2026, con dettaglio di:
a. ore-unità d’impiego della Polizia comunale;
b. eventuale intervento della Polizia cantonale o
altre forze cantonali;
c. ore straordinarie;
d. costi logistici;
e. ev. pulizia straordinaria;
f. ev. danni a beni pubblici;
g. ev. ulteriori costi diretti e indiretti.
2. Quante manifestazioni non autorizzate si sono
svolte nel 2025 a Lugano e quale è stato il loro impatto in termini di
sicurezza, interventi di polizia e procedimenti avviati?
3. Qual è l’ammontare totale dei costi sostenuti
nel 2025 per suddette manifestazioni non autorizzate sul territorio cittadino?
4. In relazione alla presenza di individui con il
volto coperto:
a. quante persone sono state identificate?
b. quanti sono stati i fermi?
c. quante sanzioni o denunce
sono state formalmente elevate?
d. se la normativa federale sulla dissimulazione
del volto è stata applicata e con quali esiti?
e. in caso contrario, per quale motivo non è stata
applicata la normativa?
5. Se il Municipio ritiene sostenibile che i costi derivanti da manifestazioni organizzate in violazione delle regole ricadano integralmente sulla collettività e se intenda proporre o sostenere misure regolamentari o legislative volte a rafforzare il principio di responsabilità finanziaria e giuridica di chi promuove tali eventi.
Il gruppo UDC in consiglio comunale conclude quindi osservando che «la democrazia vive di diritti, ma anche di regole. Quando le regole vengono ignorate e i costi socializzati, il messaggio che passa è pericoloso: chi rispetta la legge paga, chi la aggira no».

