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La reazione
I giovani leghisti contro Pronzini: «Alla manifestazione antifascista è andato oltre i limiti»
©PABLO GIANINAZZI
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Redazione
5 ore fa
Per il movimento «è inaccettabile che un membro del Gran Consiglio si comporti come un attivista qualunque sul terreno di una piazza, anziché come un legislatore consapevole del proprio ruolo» e chiede formalmente che Matteo Pronzini rassegni le proprie dimissioni dal Gran Consiglio

Dopo la manifestazione antifascista di ieri a Lugano, il movimento dei giovani leghisti prende posizione, in particolare contro Pronzini, reo di non aver rispettato le forze dell’ordine. L'episodio andato in scena nelle scorse ore, definito «oltre i limiti», in particolare «solleva serie perplessità sulla sua responsabilità istituzionale e sul rispetto delle norme democratiche».

La protesta, lo ricordiamo, è stata organizzata da vari collettivi – tra cui Soa Il Molino, Collettivo Scintilla, Extinction Rebellion Ticino e Collettivo R-Esistiamo – e si è snodata senza corteo, pur includendo slogan e striscioni e necessitando il richiamo di un imponente dispositivo di polizia. 

Oltre i limiti

«Al di là dell’obiettivo dichiarato della manifestazione, a destare scandalo è stato il comportamento di Pronzini nei confronti delle forze dell’ordine. Nel momento in cui la polizia si accingeva a disperdere i manifestanti, il consigliere non si è limitato a esprimere dissenso, ma ha inveito contro gli agenti in modo diretto e provocatorio (“Andate via! Non rompete le scatole”), arrivando persino a chiamare telefonicamente il sindaco di Lugano, Michele Foletti, in un apparentemente inutile tentativo di ottenere sostegno», osserva il movimento dei giovani leghisti, sottolineando come questo tipo di comportamento, «oltre a risultare inelegante per un rappresentante eletto, va ben oltre il diritto di critica politica ed entra in un’area che può essere definita come sovversiva rispetto al ruolo istituzionale ricoperto». «Un consigliere che affronta pubblicamente e con tono aggressivo le forze dell’ordine, mentre queste operano nell’ambito delle loro competenze per garantire l’ordine pubblico, mina la fiducia nelle istituzioni e getta discredito sull’intero Parlamento cantonale»

Comportamento «inaccettabile»

Il movimento, quindi, ricorda che Pronzini ha avuto in passato contenziosi giudiziari e critiche pubbliche per comportamenti fuori dal ruolo politico, inclusi casi di ingiuria per i quali è stato prosciolto ma contro cui sono state presentate impugnazioni. «In un momento in cui la politica cantonale dovrebbe essere caratterizzata da rigore, rispetto delle leggi e responsabilità verso i cittadini, è inaccettabile che un membro del Gran Consiglio si comporti come un attivista qualunque sul terreno di una piazza, anziché come un legislatore consapevole del proprio ruolo». 

Per questi motivi, il Movimento chiede formalmente che Matteo Pronzini rassegni le proprie dimissioni dal Gran Consiglio del Canton Ticino.