
La recente sentenza emessa al termine del processo a don Rolando Leo ha riacceso il dibattito pubblico sulla delicata questione degli abusi commessi da membri del clero e, in particolare, sull’obbligo di denuncia da parte delle autorità ecclesiastiche. A tal proposito, l’Mps chiede di accelerare l’iter parlamentare dell'iniziativa elaborata dallo stesso movimento con cui si chiede di inserire un obbligo di notifica immediata da parte della Chiesa cattolica ticinese in caso di reati commessi da suoi esponenti. L’iniziativa “deve essere sottoposta al più presto al voto del Gran Consiglio”, si legge in una la lettera trasmessa dall’Mps alla Commissione costituzione e leggi. Le reazioni suscitate dalla sentenza e l’ampio dibattito che ne è seguito “rappresentano un chiaro segnale della forte attenzione e della preoccupazione che la cittadinanza nutre rispetto a questa problematica”.
La richiesta
Lo scorso 30 aprile, viene ricordato, il Consiglio di Stato ha licenziato il proprio messaggio: pur proponendo una formulazione differente rispetto a quella presentata, "l’Esecutivo ha sostanzialmente aderito al principio cardine sostenuto dall’iniziativa, riconoscendone la necessità e l’attualità". Si chiede dunque che la Commissione voglia imprimere "un’accelerazione alla discussione sull’iniziativa e che ne favorisca quanto prima la trasmissione al Plenum per la decisione finale”.

