Cerca e trova immobili
Bellinzona
Nuova Corte, c'è chi non ci sta. Lanciata la petizione "Manteniamo Renato Dotta come Re Rabadan"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
7 mesi fa
Il promotore della raccolta firme al Comitato Rabadan: "Va riconsiderata la scelta, Dotta rappresenta lo spirito del carnevale e incarna la tradizione che vogliamo continuare a vivere".

"Il Rabadan appartiene alla sua gente. E la sua gente vuole ancora Re Renato Dotta!" Continua a far discutere la decisione del Comitato del carnevale bellinzonese di cambiare Corte, quindi Re, Regina e damigelle, a partire dall'edizione 2026. E per chiedere agli organizzatori un passo indietro, ieri è stata lanciata la petizione online "Manteniamo Renato Dotta come Re Rabadan di Bellinzona", che attualmente conta 83 sottoscrizioni.

"Rappresenta lo spirito e incarna la tradizione"

Il carnevale Rabadan, scrive il promotore della raccolta firme, "non è solo una festa: è parte dell’identità di Bellinzona e di tutto il Ticino. Dal 2014 Renato Dotta ha interpretato il ruolo di Re Rabadan con passione, carisma e autentico spirito goliardico, conquistando l’affetto della popolazione. La decisione del Comitato di sostituirlo con un re 'più giovane' a partire dall’edizione 2026 ha lasciato amarezza e delusione in molti cittadini. Non si tratta solo di un titolo, ma di un simbolo: Renato Dotta rappresenta lo spirito del Rabadan e incarna la tradizione che vogliamo continuare a vivere".

Cosa viene chiesto al Comitato

Tre le richieste fatte al Comitato: "riconsiderare la scelta e permettere a Renato Dotta di restare Re fino al 2028, anno del centenario; riconoscere pubblicamente il grande lavoro svolto finora; ascoltare la voce della popolazione che da sempre vive e anima questa festa".

"Allontanamento ingiustificato"

Lo stesso Re Dotta, poco dopo l'annuncio del Comitato, alla stampa aveva dichiarato che la Corte "ha subito una detronizzazione in piena regola. Una decisione pesante e ingiusta, anche per il metodo usato dal presidente e da una parte del comitato". Dotta, che aspirava a restare sul trono fino al 2028 per il centenario della figura regale del Rabadan, ha parlato di un "allontanamento ingiustificato" che nasconde anche altro, pur senza entrare nei dettagli.