Il caso
L'MPS accusa il Governo per la risposta sul fermo di Camignolo
Redazione
30.10.2026 14:52

Foto: Screenshot video
Il Movimento per il socialismo chiede al Consiglio di Stato di riesaminare la risposta dell'11 febbraio dopo l'accusa contro due agenti di polizia.
La svolta. Il Movimento per il socialismo attacca la risposta del Consiglio di Stato dello scorso 11 febbraio sul fermo di Camignolo del 13 ottobre 2025, dopo che il Ministero pubblico ha confermato l'accusa di abuso di potere contro due agenti, uno della Polizia cantonale e uno della Polizia comunale di Lugano. «Se mister non-luogo-a-procedere ha deciso invece di procedere significa che le cose non sono andate in modo così tranquillo come sostengono Gobbi e soci», afferma l'MPS.
La dichiarazione. Il fermo avvenne durante una protesta contro Ignazio Cassis, e avvenne nei confronti di una maestra, che fu ammanettata. Il Governo, rispondendo a un'interrogazione dell'MPS e dei Verdi Liberali, aveva scritto che «sebbene le modalità di intervento adottate possano apparire severe, l'intervento si è reso necessario al fine di ripristinare il dispositivo di sicurezza». Il movimento ritiene quindi che quella valutazione debba essere riesaminata, sempre nel rispetto della presunzione d'innocenza.
Le domande aperte. L'MPS chiede infine al consigliere di Stato Norman Gobbi e all'intero Consiglio di Stato se confermino quella valutazione e quali verifiche siano state svolte prima di giustificare l'intervento. Chiede inoltre garanzie sull'identificabilità degli agenti e sulla documentazione degli interventi contestati.

