
«Un intervento necessario per ripristinare il dispositivo di sicurezza». Così il Consiglio di Stato – rispondendo a un’interrogazione dei deputati Verdi liberali Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia – ha definito il fermo di una manifestante avvenuto a Camignolo lo scorso 13 ottobre in occasione del presidio organizzato dal movimento di solidarietà con la Palestina per protestare contro la presenza del consigliere federale Ignazio Cassis, ospite di un evento organizzato dal PLR alle scuole medie locali. «La persona è stata fermata, identificata e poi rilasciata. Non si è trattato di un arresto», precisa il Governo.
Il dispositivo di sicurezza
È noto che in occasione di eventi come quello di Camignolo possano esserci manifestazioni pacifiche promosse da cittadini, scrive l’Esecutivo. Tali iniziative «vengono tollerate, fermo restando che eventuali abusi da parte di singoli non rendono di per sé ingiustificata o illegale l’intera dimostrazione». In questo caso, al presidio «hanno preso parte una quarantina di persone, alcune delle quali si sono posizionate in maniera tale da impedire il passaggio dei membri delle autorità presenti alla serata».
L'area «violata»
Il dispositivo di protezione a tutela di Cassis prevedeva un perimetro sicuro all’interno del quale potevano accedere solo gli invitati alla riunione di partito. Tale area «era ben riconoscibile ed è stata rispettata per l’intera serata da tutti i manifestanti, ad eccezione della persona in questione, che si è comunque introdotta al suo interno rifiutandosi di lasciarla». Pertanto, «sebbene le modalità di intervento adottate possano apparire severe, l’intervento si è reso necessario al fine di ripristinare il dispositivo di sicurezza».
«Sistemi consolidati»
Il Consiglio di Stato precisa altresì di non voler adottare nuove misure «in quanto i dispositivi messi in campo da parte della Polizia, che non sono mai stati oggetto di critiche, sono consolidati nell’esecuzione e derivano da chiari flussi informativi e decisionali». Nell’ambito della prossimità, «le polizie comunali sono responsabili della sicurezza e dell’ordine pubblico a livello locale. La Polizia cantonale interviene invece in caso di situazioni particolari».

