Ticino
Fermo di Camignolo, il Governo: «Intervento necessario»
Red. Online
24.02.2026 12:07

Foto: Screenshot video
Il Consiglio di Stato fa chiarezza sui fatti dello scorso 13 ottobre - «La persona in questione è entrata all'interno di un'area delimitata, ma non è stata arrestata»
«Un intervento necessario per ripristinare il dispositivo
di sicurezza». Così il Consiglio di Stato – rispondendo a un’interrogazione dei
deputati Verdi liberali Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia – ha definito il fermo
di una manifestante avvenuto a Camignolo lo scorso 13 ottobre in
occasione del presidio organizzato dal movimento di solidarietà con la
Palestina per protestare contro la presenza del consigliere federale Ignazio
Cassis, ospite di un evento organizzato dal PLR alle scuole medie locali. «La
persona è stata fermata, identificata e poi rilasciata. Non si è trattato di un
arresto», precisa il Governo.
Il dispositivo di sicurezza
È noto che in occasione di eventi come quello di Camignolo possano
esserci manifestazioni pacifiche promosse da cittadini, scrive l’Esecutivo.
Tali iniziative «vengono tollerate, fermo restando che eventuali abusi da parte
di singoli non rendono di per sé ingiustificata o illegale l’intera dimostrazione».
In questo caso, al presidio «hanno preso parte una quarantina di persone,
alcune delle quali si sono posizionate in maniera tale da impedire il passaggio
dei membri delle autorità presenti alla serata».
L'area «violata»
Il dispositivo di protezione a tutela di Cassis prevedeva
un perimetro sicuro all’interno del quale potevano accedere solo gli invitati
alla riunione di partito. Tale area «era ben riconoscibile ed è stata
rispettata per l’intera serata da tutti i manifestanti, ad eccezione della
persona in questione, che si è comunque introdotta al suo interno rifiutandosi
di lasciarla». Pertanto, «sebbene le modalità di intervento adottate possano
apparire severe, l’intervento si è reso necessario al fine di ripristinare il
dispositivo di sicurezza».
«Sistemi consolidati»
Il Consiglio di Stato precisa altresì di non voler adottare
nuove misure «in quanto i dispositivi messi in campo da parte della Polizia,
che non sono mai stati oggetto di critiche, sono consolidati nell’esecuzione e
derivano da chiari flussi informativi e decisionali». Nell’ambito della
prossimità, «le polizie comunali sono responsabili della sicurezza e
dell’ordine pubblico a livello locale. La Polizia cantonale interviene invece in caso
di situazioni particolari».

