
L’elenco delle targhe sarà a pagamento. Il Cantone corre ai ripari dopo l’attacco informatico di settembre, attraverso il quale sono stati sottratti i numeri di targa e le relative informazioni disponibili sull’elenco della sezione della circolazione. Dal primo novembre sarà attivo anche in Ticino eAutoindex, il sistema già utilizzato in 15 altri Cantoni: «si passa a una soluzione proposta dall'Associazione dei servizi della circolazione a livello svizzero, dove appunto questo elenco targhe viene gestito, se vogliamo, centralmente e con degli aspetti a livello di sicurezza che vengono implementati ad un livello più elevato», sottolinea Gianbattista Pron, aggiunto al Capo della Sezione della Circolazione.
Il servizio costerà 1.-
Per usufruire del nuovo servizio bisognerà registrarsi sul nuovo portale, gratuitamente. A quel punto, ogni richiesta di informazioni costerà un franco: «il fatto che diventi a pagamento ha uno scopo anche di sicurezza, perché subentra una barriera sia tecnica sia finanziaria per le richieste. Ci si aspetta che unicamente quando ho un interesse reale vado effettivamente a spendere i soldi per fare la ricerca», prosegue Pron. La piattaforma, disponibile ad oggi in francese e tedesco, sarà presto tradotta in italiano. Il prezzo sarà uguale anche le agenzie di riscossione estere. Nessuna cambiamento anche per gli utenti che hanno deciso di oscurare la propria targa: «I dati oscurati, quindi degli utenti che hanno richiesto di non rendere pubblici i propri dati, sono ancora adesso non pubblici. Anche l'evento di inizio settembre non li ha coinvolti perché avevano i dati bloccati. Nessuno ha avuto accesso ai loro dati e questo rimarrà anche in futuro così», spiega Pron.
I consigli per l'incidente di settembre
Ad oggi non si registrano casi di frode o altri reati commessi attraverso i dati sottratti lo scorso settembre. Allo stesso tempo a seguito dell’hackeraggio, si è registrato un vero e proprio picco di oscuramenti delle targhe, con più di 150 richieste al giorno. La sezione della circolazione ribadisce i consigli per tutti coloro che sono stati colpiti: «Se si ricevono delle segnalazioni o delle richieste sospette, sicuramente l'indicazione è quella di non rispondere tramite i canali indicati direttamente nella comunicazione ricevuta, ma di cercare di contattare l'ente o l'autorità sulla base dei contatti ufficiali, quindi andando sul sito, guardando qual è il numero di telefono, qual è il contatto reale», spiega Pron.

