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Lugano
Le manifestazioni dividono il Municipio, Ghisletta: «Non vedo ragioni per vietare il presidio antifascista»
Red. Online
4 ore fa
Secondo il Capodicastero immobili, mostrando i muscoli l'Esecutivo ha voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botte. La municipale Valenzano Rossi replica: «Sussistono i medesimi rischi di scontri tra le due fazioni».

Una città divisa, sia in strada che in Municipio. Dopo aver negato l'autorizzazione alla manifestazione per la remigrazione, l'esecutivo di Lugano riserva la stessa sorte al contropresidio antifascista. Le motivazioni sono le stesse, come ci dice la Capodicastero sicurezza e spazi urbani Karin Valenzano Rossi. «Anche alla contromanifestazione è stato negato l’utilizzo accresciuto del suolo pubblico, perché sussistono i medesimi rischi di possibili scontri tra le due fazioni». La municipale sottolinea anche che «non ci siamo in nessun caso chinati sui motivi ideologici che spingono l’una o l’altra parte». Decisione che non ha fatto l’unanimità all’interno dell’Esecutivo di Lugano: 4 contro 3. E tra i contrari, il Capodicastero immobili Raoul Ghisletta, secondo cui il Municipio, mostrando i muscoli, ha voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botte. «Sarebbe la 23esima manifestazione non autorizzata svoltasi senza eccessivi problemi», rileva Ghisletta. «Non si vede la ragione per vietarla. E non convince nemmeno questa idea della destra di mettere sullo stesso piano chi propaga idee antidemocratiche e chi si indigna per questo fatto».

Diritto di espressione e remigrazione

Tema centrale il rischio di scontri, su cui i due municipali hanno idee differenti. «Dalle informazioni a nostra disposizione ravvediamo un possibile rischio di incidenti tra i due fronti opposti», afferma Valenzano Rossi. «Io non ne so nulla, ma non sono il responsabile della polizia e non ho accesso ai documenti», replica Ghisletta. E sul diritto di espressione, Valenzano Rossi ne sottolinea i limiti. «Deve essere garantito a tutti. I limiti del suo esercizio sono l’ordine pubblico e la sicurezza: quando sussistono dei rischi concreti, può essere limitato». Ghisletta ribadisce invece le preoccupazioni emerse attorno alla manifestazione indetta dal Fronte Nazionale Elvetico: «Lugano ha il 40% di stranieri. Se cominciamo a dire che bisogna mandarne via alcuni, non so con quali criteri, questo discorso va a turbare la situazione della popolazione», commenta il municipale socialista.

L'auspicio

E se il presidio antifascista dovesse svolgersi? La Capodicastero sicurezza e spazi urbani ci spiega come agiranno le autorità. «Ci sarà un dispositivo di polizia e gli agenti decideranno come intervenire per evitare che ci sia un abuso dell’utilizzo del suolo pubblico, e soprattutto che vi siano dei rischi di scontri tra fazioni opposte. A me piacerebbe invece sottolineare come sia necessario abbassare i toni e non inasprirli», conclude Valenzano Rossi.

 

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