
No, il Municipio di Lugano ha deciso di non autorizzare la «marcia per la patria e la remigrazione» in programma per sabato 21 febbraio 2026 a Lugano. Lo ha comunicato a Ticinononews Karin Valenzano Rossi, capodicastero sicurezza della Città. «Non prendiamo le parti né di chi promuove la marcia né dei contromanifestanti, vogliamo tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza. La manifestazione non è stata autorizzata in ragione dei rischi di scontri che sussistono». Ricordiamo infatti che varie realtà, collettivi e organizzazioni antifasciste locali avevano deciso di organizzare un presidio proprio in risposta alla marcia.
La decisione presa per evitare possibili scontri
La marcia non sarà autorizzata: «il municipio ha deciso di negare l'autorizzazione, non per la manifestazione in quanto tale, ma per il pericolo di scontri tra i manifestanti e le contromanifestazioni chiamate dalla parte opposta. Si prevede che ci possano essere degli scontri, e per questo il Municipio vuole evitare una situazione di tensione in città», spiega Valenzano-Rossi. Nell'ultimo periodo il Municipio constata una polarizzazione crescente che, sempre secondo la capodicastero Sicurezza, non è desiderabile: «ci rammarichiamo anche di questo continuo utilizzo della piazza da parte degli uni e degli altri che non fa bene alla Città e alla cittadinanza, neanche per i messaggi che si vuole lanciare, perché ci si concentra sulle manifestazioni e sugli scontri». Da questo punto di vista, sarebbe preferibile «mandare dei messaggi in modo sereno anche con altri canali, invece di chiamare manifestazioni e contromanifestazioni che non fanno che aumentare le tensioni».
La reazione degli interessati
Il Fronte Nazionale Elvetico, nel frattempo, ha preso posizione sulla mancata autorizzazione attraverso i suoi canali. In un comunicato si critica «un impeccabile lavoro di amplificazione» di «sinistra e settori moderati», accusati di «bollare come discorso d'odio» la «semplice richiesta di proteggere i cittadini e le donne da stupri e rapine». In un ulteriore messaggio il Fronte Nazionale Elvetico attacca il Municipio, definito «una vergogna».

