
Un grido che dalla piazza raggiunge l'aula parlamentare. È quello lanciato dal centinaio di manifestanti convocato dai sindacati Ocst e Vpod, accorso questa sera davanti a Palazzo delle Orsoline per denunciare i tagli alla scuola previsti dal preventivo 2025, in discussione in queste ore in Gran Consiglio. Tra le misure di risparmio previste nel settore dell'istruzione, sta facendo particolarmente discutere il taglio dei contributi cantonali ai docenti di educazione fisica e musica nelle scuole comunali. "È concreto il rischio che la presenza di questi docenti non sia garantita nelle scuole comunali in settembre e che i loro compiti siano demandati ai docenti titolari", osserva Raoul Ghisletta (Vpod) ai nostri microfoni.
"Politica finanziaria squilibrata"
Il disavanzo plurimilionario del Cantone tuttavia rimane. Se si vuole risparmiare, perché la scuola non dovrebbe essere coinvolta? "Non si taglia mai sugli investimenti, che rimangono a quota 450 milioni di franchi: un dato intoccabile, in nome di non si sa quale dogma", osserva Ghisletta. "Si tagliano invece le entrate, con sgravi fiscali che vanno a beneficio di chi sta già bene". Per Ghisletta quella cantonale "è una politica finanziaria squilibrata. Noi lo diciamo da anni, anche tramite raccolte firme. E penso che si raccoglieranno altre firme anche contro questo preventivo".
9'000 firme contro i tagli alla pedagogia speciale
Le prime firme contro il preventivo 2025 sono già state consegnate nel pomeriggio. Tra le misure più criticate discusse dal Gran Consiglio c'è la riduzione di 2 milioni di franchi della crescita della spesa nella pedagogia speciale. Le 9'000 firme della petizione consegnata oggi prendono di mira i risparmi nella scuola e proprio la proposta di riduzione del budget della pedagogia speciale. Quest'ultima misura è stata proposta dalla maggioranza della Gestione (da cui si è poi sfilato il Centro): nel rapporto, si denuncia una "continua progressione incontrollata della spesa" avvenuta negli ultimi anni in questo settore. Critica rispedita al mittente da Pierfranco Longo, presidente della Conferenza cantonale dei genitori, associazione promotrice della petizione. "È una spesa ipercontrollata", commenta Longo ai nostri microfoni. Prima di un trattamento di pedagogia speciale, infatti, "c'è sempre il preavviso di un pediatra".
Taglio "insopportabile"
Con una riduzione di 2 milioni per il settore, Longo vede il rischio di tagli nella logopedia, nell'ergoterapia e negli operatori per l'integrazione (figure che sostengono bambini e ragazzi con bisogni speciali all'interno di classi scolastiche regolari). Il rapporto di maggioranza della Gestione prevede comunque un aumento della spesa nel settore: i 2 milioni in meno sono in realtà un contenimento di una crescita che l'anno prossimo supererebbe i 6 milioni. Il sacrificio, secondo Longo, "non è comunque sopportabile. Il rapporto non riporta alcuna analisi dei bisogni. È un taglio che fa molto male e che si unisce alle altre misure di risparmio proposte dal Consiglio di Stato e che ci preoccupano molto".

