
Un deficit che sfiora i 100 milioni, tre rapporti sul tavolo, oltre settanta emendamenti. Così è cominciato oggi a Bellinzona il dibattito sul preventivo 2025 che almeno fino a domani sera accenderà l’aula del Gran Consiglio. Un dibattito che da subito ha visto delinearsi tre fronti distinti (centro e centro-destra, sinistra e destra) ma il cui esito, alla luce dei numerosi emendamenti, appare ancora incerto. La Lega in particolare si è riservata la possibilità di decidere soltanto a fine discussione. Premesse su cui anche lo stesso Consiglio di Stato si è poi soffermato: “Così risanare i conti è difficile”, ha detto Christian Vitta.
"I tagli non fanno felice nessuno"
Il primo a prendere la parola è però stato il relatore del rapporto di maggioranza firmato da Plr, Centro e Lega, il quale sostiene i conti ma che al documento del Governo, orfano della tassa di collegamento e della revisione della progressione a freddo, ha aggiunto dieci milioni di tagli alle spese, agli investimenti, all’asilo e alla pedagogia speciale, sollevando non poche critiche. “Questo non fa felice nessuno”, ha detto Bixio Caprara. “Ogni misura è criticabile ma tutti i deputati devono capire che qualsiasi decisione ha un costo”. Caprara si è poi soffermato sulla pedagogia speciale, il cui taglio ha visto insorgere la società civile, la sinistra e che un emendamento dell’ultima ora a firma del socialista Danilo Forini e del presidente centrista Fiorenzo Dadò chiede di stralciare: “In quest’ambito le risorse sono passate dai 16 milioni del 2015 ai 57 del preventivo. Il rapporto di maggioranza non intende mettere in discussione l’importanza del tema, ma questo Cantone sta chiedendo sacrifici importanti anche ad altre fondazioni ed associazioni. È questione di simmetria dei sacrifici”, ha concluso Caprara, invitando il Parlamento ad “un atto di responsabilità”.
Ragioni opposte
Ai lati della scacchiera politica, sinistra e destra chiedono invece di bocciare il preventivo per motivi diametralmente opposti. Per Ps e Verdi, ancora una volta, con i tagli al sociale, alla scuola e alla sanità si chiedono sacrifici solo alle fasce meno abbienti e ai più fragili. “Nel rapporto di maggioranza - ha dichiarato il relatore di minoranza Ivo Durisch - manca un’analisi oggettiva sulle cause della situazione finanziaria, ossia la politica fiscale degli sgravi dal 2017”. Il taglio sui sussidi di cassa malati? “Una scelta sciagurata”, ha continuato Durisch. “Governo e Parlamento non stanno rispettando il patto sociale di tutelare tutti”, ha concluso. Per l’Udc, al contrario, non si è ancora fatto abbastanza per mantenere la spesa sotto controllo e rispettare il Decreto Morisoli che chiede il pareggio dei conti entro il 2025 senza riversamenti sui Comuni. Se per Roberta Soldati, co-relatrice di minoranza, da anni il “Governo non propone misure strutturali per correggere il tiro”, secondo l’altro co-relatore Tiziano Galeazzi, che ha citato Lincoln, “non si può rafforzare il più debole, indebolendo il più forte”.
Grandi critiche
La parola è poi passata ai rappresentanti dei vari partiti e movimenti. Per la liberale Alessandra Gianella “occorre guardare oltre il presente”, Maurizio Agustoni del Centro ha insistito sulla necessità di un’analisi della spesa esterna (concetto ripreso anche da Massimo Mobiglia dei Verdi liberali), per il leghista Boris Bignasca “l’efficienza e le regole di bilancio vanno rispettate”. Ma per il democentrista Sergio Morisoli, così come per Amalia Mirante di Avanti Con Ticino&Lavoro, “ancora una volta manca una revisione seria della spesa pubblica”.
Sinistra sulle barricate per la scuola
Il socialista Fabrizio Sirica, e con lui Massimiliano Ay del Partito Comunista e Maria Pia Ambrosetti di Helvethica, si sono scagliati contro i tagli alla scuola. A sostegno delle fasce più deboli si sono schierate anche l’ecologista Samantha Bourgoin (“un concetto che non va più di moda”) e Tamara Merlo di Più Donne che ha parlato di “preventivo inaccettabile”. Dello stesso parere Giuseppe Sergi dell’MpS che ha messo in guardia: “La disgregazione sociale è già in atto”.
Vitta: "Noi ci assumiamo la nostra responsabilità"
“Questo preventivo è solo una tappa”, ha esordito il vice-presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. “Dobbiamo concentrarci sulle questioni essenziali, il dibattito in entrata di materia non ci aiuta in tal senso, non ci dà indirizzi e visioni. Con un debito pubblico vicino ai 3 miliardi servono scelte coraggiose”. Gobbi ha poi invitato il Parlamento a seguire il Consiglio di Stato. “Il quadro economico attuale rimane complesso e incerto”, ha continuato il presidente e direttore del Dfe Christian Vitta che si è anche soffermato sulle misure proposte dalla maggioranza (“Il lavoro sarà complesso, sugli investimenti in corso i margini d’intervento sono limitati”) così come sui numerosi emendamenti: “Noi la responsabilità delle nostre misure ce la prendiamo. Se intervenite nei nostri ambiti di competenza, il riequilibrio dei conti si fa difficile”. La discussione proseguirà con le analisi dei singoli dipartimenti e degli emendamenti.

