
Due giorni che hanno sconvolto la Leventina e la Valle di Blenio. Giovedì sera il femminicidio nel parco della clinica di riabilitazione di Faido, dove una donna di 56 anni è stata uccisa con un colpo d'arma da fuoco alla testa. Venerdì sera, a Leontica, il drammatico epilogo: durante un intervento della Polizia cantonale in un'abitazione dalla quale erano stati segnalati colpi d'arma da fuoco, una violenta esplosione ha distrutto completamente l'edificio, ferendo lievemente tre agenti. Tra le macerie sono stati rinvenuti esplosivi e i resti umani che, come confermato oggi dal Ministero pubblico e dalla Polizia cantonale, appartengono al 59.enne ricercato per l'omicidio dell'ex moglie. Ticinonews si è recato sul luogo per raccogliere una testimonianza.
La testimonianza
«Ho sentito un botto tremendo, la mia casa ha tremato e poi ho visto un fumo. Io ho subito detto al mio vicino: "Guarda che c'è stata un'esplosione". E lui mi ha detto: "No, è un fulmine". E io quindi ho ribadito che era un'esplosione», racconta una residente di Leontica che vive a pochi metri dalla casa andata distrutta. La donna conosceva bene il 59.enne. «Abito qui da 43 anni, lui era un ragazzino quando l'ho conosciuto». E alla domanda se l’uomo abitasse proprio lì accanto la signora ci risponde: «Certo, proprio lì nella casa. Proprio vicino a me».
Sgomento e incredulità
Nelle sue parole è racchiuso tutto lo sgomento e l'incredulità di un intero nucleo investito all'improvviso da quella che descrive come una sorta di "tsunami". Uno tsunami che ha lasciato segni evidenti: le vie ancora sigillate dai nastri della polizia, una cascina completamente distrutta, cinque abitazioni circostanti danneggiate e il silenzio attonito di una comunità ancora incredula.
Gli interventi delle autorità
Per tutta la giornata, tra le macerie dell'edificio, sono proseguite le operazioni di polizia, pompieri e artificieri. Sul posto sono intervenute anche squadre specializzate provenienti da Zurigo e dalla Svizzera interna per mettere in sicurezza l'area, dopo il ritrovamento di numerosi esplosivi. Secondo la ricostruzione ufficiale, venerdì sera, poco dopo le 19, la Centrale comune d'allarme era stata allertata per alcuni colpi d'arma da fuoco provenienti dall'abitazione di Leontica. Poco dopo l'arrivo degli agenti della Polizia cantonale si è verificata la violenta esplosione che ha distrutto la casa e provocato il ferimento lieve di tre poliziotti. Accorsi anche pompieri, ambulanza e Rega, mentre le abitazioni vicine sono state evacuate. Nel corso delle ricerche tra le macerie sono stati rinvenuti esplosivi e resti umani.
La conferma giunta oggi
La conferma arrivata oggi dalle autorità completa come detto il quadro della vicenda: i resti appartengono al 59.enne, noto imprenditore della regione, ricercato dopo il femminicidio di Faido. L'uomo è sospettato di aver sparato alla testa all'ex moglie, una cittadina svizzera di 56 anni domiciliata in Valle di Blenio, ricoverata presso la clinica di riabilitazione di Faido per un problema di natura fisica. Dopo il fatto si era dato alla fuga, facendo scattare un imponente dispositivo di ricerca.
Ancora molti interrogativi senza risposta
Molti gli interrogativi che restano ancora senza risposta. Che cosa abbia portato a questo gesto e cosa sia accaduto nelle ore successive al delitto saranno gli accertamenti coordinati dal Ministero pubblico a doverlo chiarire. «È molto difficile spiegare come si possa arrivare a un gesto del genere. La mente umana, purtroppo, non riesco proprio a spiegarmela», conclude la residente. «Quello che è successo mi ha scosso molto. Non so spiegarmi cosa sia veramente avvenuto nella sua mente, in quel momento folle».

