
Grande attesa per domani. Il futuro della Lega dei Ticinesi passa dall’incontro indetto dal coordinatore del movimento Daniele Piccaluga tra i vertici leghisti e i due consiglieri di Stato Claudio Zali e Norman Gobbi. La riunione farà il punto sulle questioni pungenti che coinvolgono il presidente del Governo Claudio Zali.
Il Mattino scarica Zali
Una settimana caldissima, dicevamo, una delle più calde nella storia della Lega dei Ticinesi, apertasi ieri con il Mattino della Domenica che ha ufficialmente scaricato Zali. «La distanza politica (…) è ormai tale (…) che, nel caso in cui l’Assemblea della Lega dovesse comunque decidere di ricandidarlo per il Governo, il Mattino non lo appoggerà», scrive l’editrice del giornale, che raramente si espone in prima persona, Antonella Bignasca.
I fatti del 2021, la Lega sapeva?
Il Movimento traccerà, inoltre, le linee guida della strategia politica in vista delle elezioni cantonali, e lo farà venerdì in Assemblea. Si muove la Lega, si muove anche il Gran Consiglio. L’MPS ha interpellato il Governo sullo scambio di mail tra Zali e l’EOC. Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi chiedono lumi sulla questione, mettendo l’accento anche su Raffaele De Rosa, in copia, ricordiamo, nei messaggi citati. Oltre all’interpellanza, l’MPS ha anche proposto, giovedì scorso, un appello ai membri parlamentari, chiedendo le dimissioni di Claudio Zali. Ad oggi, ci dice Pronzini, accolto da sei persone, tutte appartenenti a partiti minori. Gli animi non si scaldano solo sulle poltrone dei politici, ma anche sulle strade del nostro Cantone. Mercoledì, infatti, il collettivo io l’8 ogni giorno ha indetto un presidio unitario che chiede le dimissioni del «ministro».
Si muovono anche deputati e cittadinanza
Da rogo a vero e proprio incendio sul Movimento. La donna che pubblicò gli audio compromettenti ha fatto sapere che nel 2021 avvisò i vertici della Lega di un presunto comportamento inopportuno e aggressivo da parte di Claudio Zali. Lo fece attraverso uno scambio di mail, visionate dalla RSI, tra la stessa donna e il «ministro» leghista Norman Gobbi e il direttore del Mattino della Domenica Lorenzo Quadri. La donna avvertì anche il Ministero Pubblico. Scattò una querela, poi ritirata. «Confermo di aver ricevuto, nel settembre 2021, una segnalazione nella quale si riferiva che erano state presentate denunce al Ministero pubblico nei confronti del collega», ci dice Norman Gobbi. «La questione risultava sottoposta all'autorità giudiziaria competente». E aggiunge: «Ricordo che a quel tempo la tematica era stata discussa internamente alla Lega interpellando anche il diretto interessato, che aveva escluso la sussistenza di fatti rilevanti, spiegando che la vicenda era riconducibile a dinamiche inerenti la sua sfera privata. In seguito, non sono giunte ulteriori segnalazioni».

