
Nuova tegola per Claudio Zali. Il Mattino della Domenica ha comunicato oggi che, qualora l'Assemblea della Lega dei Ticinesi dovesse decidere di ricandidare il direttore del Dipartimento del territorio alle prossime elezioni cantonali, il domenicale non lo appoggerà. «Si tratta di una scelta sofferta, ma di coerenza, frutto di una valutazione esclusivamente politica e nota al diretto interessato», si legge in un articolo a firma di Antonella Bignasca, editrice del settimanale, la quale precisa che la «recente vicenda personale» del consigliere di Stato «non cambia, semmai rafforza, questa posizione».
Le motivazioni
Il Mattino, viene ricordato, «non è il giornale della Lega, bensì un domenicale indipendente che si riconosce nell’area di “centrodestra”, rappresentata soprattutto da Lega e Udc». Già il 28 giugno, il foglio aveva scritto che, come pubblicazione d'area, per le elezioni del Governo cantonale «avrebbe sostenuto solo i candidati in cui si riconosce, quelli che portano avanti i temi importanti per il presente settimanale». Tra questi candidati «non può, per ovvi motivi, figurare chi afferma di essere “più vicino ai Verdi che all’Udc”».
I fatti recenti
Il settimanale d’area si è comunque chinato anche sulla situazione attuale di Claudio Zali (la bufera scoppiata attorno ai file audio a lui attribuiti e diffusi sui social media, il suo interessamento al caso del 14enne rimasto per quasi un mese nel carcere giudiziario della Farera e la mail inviata all’EOC con la richiesta di fare assumere una sua conoscente). In un altro articolo pubblicato oggi sul domenicale si ricorda che «la presunzione di innocenza vale per tutti, anche per il presidente del Governo». Ciò detto, il Mattino deplora come al momento non vi sia stato alcun tentativo da parte di Zali di attutire il colpo. «Se non ha ritenuto di farlo per sé, avrebbe potuto pensare almeno al Movimento d’appartenenza. Avrebbe anche potuto esprimere rincrescimento per le difficoltà provocate alla Lega». Invece, «non si è nemmeno degnato di interrompere le proprie vacanze». Per il settimanale, significa «o che non si è posto il problema delle conseguenze per la Lega (difficile da credere) oppure che la cosa gli è indifferente».

