
Il dramma consumatosi all’Istituto scolastico ai Ronchini di Aurigeno ha portato alla morte del custode dell’istituto scolastico. Ucciso dalla pistola impugnata dal 42enne per il quale è stato disposto l’arresto. Entrambi gli uomini erano padri di tre figli. Quelli della vittima da giovedì sono orfani: la madre era stata accoltellata a morte nel luglio del 2021 a Emmenbrücke (Canton Lucerna). Proprio a loro è rivolto il pensiero della comunità valmaggese, ma non solo, che ha deciso di lanciare un appello alla popolazione per “sostenere finanziariamente i tre fratelli”. Il funerale del custode, si apprende oggi dai giornali, avrà luogo martedì 16 maggio. “La cerimonia seguirà in forma privata presso il cimitero”, viene scritto sull’annuncio.
L’iniziativa
In poco tempo l’iniziativa lanciata da un gruppo di persone, costituitesi in un’Associazione, ha fatto il giro del web, venendo condivisa da sempre più persone sui vari social network. “La famiglia del custode è rimasta colpita da una grave tragedia”, si legge, “sicuramente tutti noi vogliamo trovare un modo per aiutare questi tre ragazzi rimasti ormai orfani. Un modo concreto per farlo è quello di sostenere finanziariamente i bisogni presenti e futuri di questi tre fratelli. Vi ringraziamo in anticipo per qualsiasi offerta, anche piccola, che sicuramente sarà estremamente apprezzata e significativa”, conclude il breve comunicato.
Le coordinate:
CH45 8080 8007 3131 1845 1
Associazione Amici della Famiglia, Al Pé dla Caraa 16, 6673 Maggia
L'arma detenuta illegalmente
L'arma del delitto è stata ritrovata, stando a nostre informazioni la Polizia l'ha rinvenuta nella macchina dello sparatore. Il veicolo era posteggiato all'Aldi di Losone, dove le forze dell'ordine hanno fermato il 42enne. Le ipotesi di reato a carico dell'uomo sono quelle di assassinio, subordinatamente omicidio intenzionale e infrazione alla Legge sulle armi. Da qui si evince che la pistola era detenuta illegalmente.
Le minacce fisiche e via social
Giovedì si è consumato il dramma, ma la vittima negli scorsi mesi era già stata minacciata dallo sparatore. Aveva anche allertato la polizia e da quella segnalazione era scaturita un'inchiesta di cui non conosciamo l'esito. Ma ci sono anche le minacce effettuate via social: molte persone hanno visto i post dell'aggressore. Il loro tono non era accomodante e il destinatario era chiaro, lo mostrano le iniziali della vittima che si leggono nella descrizione del post.

