
Non c’è pace per l’imposta di circolazione. Il tema su cui dovremo esprimerci il 30 ottobre è al momento confrontato con un problema: sull’opuscolo informativo di 25 pagine stampato la scorsa settimana dal Cantone pendono due reclami, che potrebbero addirittura mettere a rischio la votazione.
Il punto
Riassumiamo brevemente la situazione: uno dei due reclami è stato promosso dagli iniziativisti del Centro, che hanno chiesto di modificare alcune cifre cambiate prima della stampa dal Consiglio di Stato. Il secondo reclamo lo hanno inoltrato i promotori del controprogetto, ovvero PS e Verdi, i quali contestano una tabella sui consumi delle auto inserita dagli iniziativisti. Secondo socialisti ed ecologisti questa tabella non sarebbe rappresentativa dei consumi effettivi delle auto presenti. Tali consumi sarebbero più alti di quelli indicati, con effetti ovviamente fuorvianti sull’imposta di circolazione stimata.
Cosa dicono i centristi
Dal canto loro gli iniziativisti contestano le modifiche apportate sull’opuscolo in due passaggi: nel primo l’Esecutivo sostiene che con la nuova imposta lo sgravio per i cittadini sarebbe solo di 15 milioni e non di 25 come previsto dagli stessi iniziativisti. Nel secondo il Governo sottolinea come il controprogetto di Verdi e Ps comporterebbe un aggravio di 5 milioni anziché di 10 rispetto al testo dell’iniziativa.
Coduri: "Potremmo dover modificare una pagina"
Ma cosa dobbiamo aspettarci adesso? C’è addirittura il rischio che la votazione venga annullata? “Se il Consiglio di Stato deciderà di respingere i due ricorsi si andrà avanti e la distribuzione del materiale di voto continua come previsto”, spiega ai microfoni di Ticinonews il Cancelliere di Stato Arnoldo Coduri. “Se si decidesse invece di fare una modifica all’opuscolo, dovremmo cambiare la pagina contestata e poi consegnarla ai comuni al più presto, in modo che questi possano inserirla nella busta con il materiale di voto. Saremmo oltre la zona Cesarini”. Gli iniziativisti o i fautori del controprogetto potrebbero anche rivolgersi al Tribunale federale, il quale “potrebbe concedere l’effetto sospensivo, e in quel caso non si voterebbe, oppure indire una discussione sul risultato”.

