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Lugano
«I divieti che tolgono spazi pubblici alla popolazione»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
4 ore fa
Petra Schnellmann (PLR) e Carlo Zoppi (la Sinistra), dopo le limitazioni a Lugano Marittima scrivono al Municipio cittadino

Quanto successo a Lugano Marittima non è passato inosservato. Il riferimento è al giro di vite sulla sicurezza imposto dal Municipio dopo alcuni episodi di violenza. Misure che nel frattempo sono state allentate dallo stesso esecutivo, che ora permette di portare le bottiglie PET all'interno del perimetro della manifestazione. La Gioventù Comunista, ricordiamo, ha lanciato una petizione online per chiedere alla Città di fare un passo indietro, soprattutto sul divieto di introdurre bevande dall'esterno. Mentre oggi i consiglieri comunali Petra Schnellmann (PLR) e Carlo Zoppi (La Sinistra) hanno inviato allo stesso Municipio una lettera aperta intitolata «i divieti che tolgono spazi pubblici alla popolazione».

«Serve allargare la riflessione»

«Prendiamo atto del fatto che la situazione alla foce venga oggi descritta come più tranquilla, più pulita e maggiormente controllata. Nessuno ha mai negato l'esistenza di problematiche legate alla sicurezza e all'ordine pubblico. Rimane tuttavia necessario allargare la riflessione», scrivono. «Lugano Marittima si svolge su uno spazio pubblico particolarmente prezioso per la nostra Città: la Foce e le rive del lago. Luoghi appartenenti a tutta la collettività e che, proprio per la loro natura, dovrebbero rimanere il più possibile aperti, accessibili e inclusivi. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente introduzione di controlli, limitazioni e divieti. Misure che possono essere comprensibili ma che rischiano di modificare progressivamente il rapporto tra cittadini e spazio pubblico. In tutti questi anni la Città non è riuscita ad aumentare il numero di accessi pubblici al lago e, al contrario, ne ha persi alcuni. Oltre a Lugano Marittima, anche lo spazio dell'ex Mojito, affacciato su Piazza Manzoni, è stato trasformato in uno spazio commerciale accessibile unicamente ai clienti». La Città, continuano, «ha investito importanti risorse per valorizzare il comparto della Foce. Sarebbe quindi paradossale se la risposta alle criticità emerse fosse quella di rendere questi luoghi sempre più controllati e regolamentati».

«Un valore da preservare»

«Il dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane, anche attraverso la petizione promossa dalla Gioventù Comunista, ha comunque avuto il merito di riportare al centro un principio fondamentale: Lugano Marittima si svolge su suolo pubblico e il libero accesso a questi spazi deve rimanere un valore da preservare». Il problema - continuano - «rimane il crescente disagio giovanile. Se un fenomeno problematico viene semplicemente allontanato da un luogo senza essere affrontato nelle sue cause, il rischio è quello di spostarlo altrove. Lontano forse dagli occhi, ma non per questo risolto».

«Che Città vogliamo?»

La vera domanda, concludono, «è quale Lugano vogliamo costruire. Una Lugano che risponde alle criticità con un numero sempre maggiore di controlli, restrizioni e divieti, oppure che investe maggiormente nella responsabilizzazione, nella prevenzione, negli spazi di aggregazione e nelle opportunità offerte ai giovani? Sicurezza e prevenzione non sono alternative. Al contrario, dovrebbero procedere insieme. Una comunità forte non si costruisce soltanto attraverso controlli e divieti, ma affrontando le cause dei problemi e investendo nel nostro futuro».