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Ticino
Misure meno drastiche a Lugano Marittima: sì alle bottiglie in pet
© Città di Lugano
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Il Municipio allenta le disposizioni e dà il via libera alle bevande in PET acquistate all’esterno - «Un primo passo», dice la Gioventù comunista, mentre gli esercenti parlano di meno entrate in queste settimane

Se in questi giorni vi è capitato di andare a Lugano Marittima avrete sicuramente visto un cartello, piuttosto chiaro, su cosa potete portare all’interno dello spazio sulla foce e cosa no. L’11 giugno il Municipio aveva infatti annunciato delle misure di sicurezza dopo alcuni episodi di risse. Una su tutte: il divieto di introdurre bottiglie di vetro, lattine e – più in generale – bevande acquistate all’esterno. Ma ora, dopo settimane di monitoraggio, qualcosa sta cambiando. «In questi giorni di gran caldo – e con la necessità espressa da alcuni di avere almeno una bottiglietta d’acqua – abbiamo deciso di consentire l’introduzione delle bottiglie in PET», ci spiega il vicesindaco Roberto Badaracco. Una decisione accolta con favore dalla Gioventù comunista, che pochi giorni fa aveva lanciato una petizione in favore dell’accessibilità dello spazio. Adam Barbato-Shoufani è il coordinatore e, secondo lui, l'Esecutivo ha «percepito il dissenso dei cittadini, portato anche grazie alla stessa petizione». Il testo ha raccolto 1.400 sottoscrizioni.

Verso un ritorno alla normalità?

Il bilancio delle misure, ad oggi, è positivo, e secondo Badaracco non si esclude che nel breve futuro si possa tornare allo status quo. «Vetro e lattine restano vietati ora come ora, ma vediamo come si sviluppa il fenomeno. Può darsi – ci dice ancora – che questo segnale abbia risvegliato, diciamo cosi, le coscienze e che quindi le persone si siano maggiormente responsabilizzate. Io penso che pian piano si potrà tornare a come era prima».

Al «LuMa» meno presenze: colpa delle misure del Municipio?

Il sentimento di alcuni esercenti attivi nelle tipiche casette di legno non è dei migliori: dalle circa 3mila presenze registrate nelle giornate di punta prima dell'introduzione delle misure, si sarebbe passati a poco più di mille, secondo quanto raccontatoci da alcuni lavoratori. Resta però da capire quanto questo calo sia effettivamente riconducibile alle nuove disposizioni e quanto, invece, sia il risultato di una combinazione di fattori, come il gran caldo e la concomitanza con i Mondiali di calcio.

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