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Locarno
Festival, la sorpresa di Solari per l'addio a Piazza Grande chiuderà la kermesse
©Carlo Reguzzi
©Carlo Reguzzi
Il film scelto dal presidente uscente spegnerà i riflettori su Locarno76. Un'edizione caratterizzata dallo sciopero di Hollywood e dall'azione degli eco-attivisti.

Locarno per undici giorni è stata "la capitale mondiale del cinema d'autore". Lo sarà ancora qualche ora, fino a quando stasera i riflettori su Piazza Grande si spegneranno per l'ultima volta. Questa edizione del Locarno Film Festival, la settantaseiesima, si è caratterizzata principalmente per tre fattori: l'ultimo anno del presidente Marco Solari, il quale presto cederà il testimone a Maja Hoffmann, le grandi assenze causate dagli scioperi in corso a Hollywood e l'azione degli eco-attivisti di Renovate Switzerland.

"Un'edizione straordinaria"

Si è trattata di una "edizione entusiasmante che ha ribadito la centralità del Locarno Film Festival", indica il direttore artistico Giona Nazzaro citato nel comunicato, che ha definito la rassegna di quest'anno una "edizione eccellente", con un pubblico in aumento del 10%.

L'addio di Solari e la sorpresa alla Piazza

Marco Solari è presidente da 23 anni e Locarno76 è l'ultima edizione che lo vede ricoprire questo ruolo. Intervistato dal Corriere del Ticino, ha spiegato che "l'anno prossimo non sarà presente al Festival perché sarebbe indelicato esserci con una nuova presidenza che inizia". In futuro tutto dipenderà dalle emozioni: "se avrò sufficiente distanza emotiva presenzierò alla kermesse cinematografica, altrimenti per me sarà meglio non esserci", ha raccontato.

Di certo è che stasera il presidente ha in programma una sorpresa per salutare Piazza Grande: il secondo film che verrà proiettato è stato scelto dal presidente, ma non si hanno altre informazioni. Un mistero che verrà svelato solamente dopo i titoli di coda di Shayda, la pellicola che verrà proiettata alle 21:00.

Da domani il cambio di presidenza

Il 24 luglio Maya Hoffmann è stata nominata nuova presidente del Locarno Film Festival. Sarà la prima donna a ricoprire tale carica. Il presidente uscente Marco Solari la accompagnerà durante la fase di transizione che inizierà dopo la 76esima edizione della manifestazione. "Con questa scelta e la definizione di una nuova governance, si garantisce al Ticino e alla Svizzera un Festival forte e con un enorme potenziale", aveva spiegato Solari il giorno della nomina, spiegando che Hoffmann "saprà guidare il Festival in una nuova fase della sua storia, in un contesto in cui è fondamentale mettere al centro l’eccellenza della nostra proposta culturale".

Le assenze causate dagli scioperi di Hollywood

A Hollywood da oltre cento giorni attori e sceneggiatori stanno scioperando per chiedere aumenti salariali, garanzie sull'uso dell'intelligenza artificiale e un sistema più favorevole ai creativi nel calcolo dei diritti d'autore per le opere in streaming. Una situazione che ha portato alcuni attori a rinunciare al viaggio verso Locarno per sostenere i propri colleghi. Così Cate Blanchett non parteciperà al Locarno Film Festival, così come Riz Ahmed, Ben Platt, Noah Galvin e l'attrice e co-regista Molly Gordon. Lo svedese Stellan Skarsgård ha invece deciso di rinunciare al premio, in segno di solidarietà verso gli attori e gli sceneggiatori hollywoodiani.

Ma alcuni registi non hanno potuto recarsi al festival anche per ragioni politiche. È il caso del regista iraniano Ali Ahmadzadeh che non ha potuto assistere all'anteprima giovedì al FEVI del suo film "Mantagheye bohrani" (Critical zone), pellicola che ha poi vinto il Pardo d'Oro. Il produttore del film Sina Ataeian Dena ha letto un toccante messaggio del regista, che ha voluto dedicare la pellicola alle due giornaliste che per prime hanno denunciato la morte di Mahsa Amini, la giovane iraniana uccisa dalla polizia per non aver indossato il velo a settembre dello scorso anno. Le due giornaliste si trovano tuttora in prigione.

L'azione degli eco-attivisti

Lunedì 7 agosto due attivisti hanno fatto irruzione sul palco di Piazza di Grande, mentre era in corso la consegna del Locarno Kids Award al regista e ecologista francese Luc Jacquet prima della proiezione del film "Voyage au Pôle Sud", una prima mondiale. I due membri di Renovate Switzerland il giorno seguente la loro azione hanno spiegato a Ticinonews che "la proiezione scelta non è stata casuale perchè si aspettavano un pubblico pronto all'ascolto e sensibile". Ritornando su questa azione martedì alla conversazione allo Spazio Cinema, Jacquet ha sottolineato come ci fosse "una forma di violenza". Rispondendo a una domanda ha detto: "Condivido questa collera ma non trovo che sia la buona maniera di fare".

Standing ovation per Ken Leach

Fra i momenti salienti di Locarno76 si ricorderà la presenza in Piazza Grande martedì scorso del regista Ken Loach, 87 anni, per presentare il suo ultimo film "The Old Oak" accolto da uno scrosciante applauso e da una standing ovation prima della proiezione. Il suo discorso contro l'élite della società e a favore dei meno abbienti e indifesi, a cui è dedicata tutta la sua cinematografia, ha suscitato grande emozione nel pubblico.

La prima edizione "normale"

In generale la 76esima edizione del Locarno Film Festival ha rappresentato anche il ritorno alla normalità dopo due edizioni segnate dalla pandemia. Il pubblico, lo si è percepito, era più rilassato, come d'altronde lo erano gli invitati. Le sale, spesso colme di gente, ne sono testimone. A margine del festival anche la Rotonda, con un palco più grande e numerosi concerti di ospiti noti, fra cui il DJ italiano Gabry Ponte e gli svizzeri Pegasus, ha saputo attirare anche i non cinefili.