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Ticino
È giusto anticipare il tedesco in prima media?
© Gabriele Putzu / Ticinonews
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Redazione
4 anni fa
I deputati Anna Biscossa (PS) e Michele Guerra (Lega) si sono confrontati sul tema del tedesco in prima media.

Anticipare il tedesco in prima media? Per il Consiglio di Stato la risposta è un chiaro “no”. Lo ha evidenziato una decina di giorni fa rispondendo a un'interrogazione della granconsigliera Maddalena Ermotti-Lepori (Il Centro). Di diverso avviso la Commissione formazione e cultura, che negli scorsi giorni ha approvato, a maggioranza, un rapporto in cui chiede al Governo di trovare delle soluzioni per inserire il tedesco nella griglia oraria di prima media. A favore si sono espressi Lega, Udc e Plr. Contraria invece la sinistra. Il Centro ha deciso ieri sera di presentare un proprio rapporto, verosimilmente sottoscritto anche da Ps e Verdi, che vuole potenziare il tedesco ma non accetta questo "stravolgimento" della griglia oraria in prima media, in particolare a scapito di matematica e italiano. Nel Tg di Ticinonews si sono confrontati sul tema la deputata socialista Anna Biscossa e il deputato leghista Michele Guerra.

Biscossa: “Si fragilizzano le altre materie”

Per Anna Biscossa anticipare il tedesco in prima media non è una buona idea. “Ritengo che da un lato ci siano rischi di fragilizzare l'apprendimento di altre materie, dall'altro ritengo che non serva ad un granché”. Biscossa cita l’attuale quadro, dove il francese viene insegnato già in prima e seconda media, mentre il tedesco arriva solo in terza e quarta. “Durante il ciclo di Scuola Media, il francese ha 6 ore in tutto, mentre, il tedesco ne ha 9. La lingua tedesca è quindi introdotta in modo importante”. Per la deputata socialista la lingua di Goethe è di fondamentale importanza per il nostro Cantone e il nostro Paese, “ma inserirlo già in prima media non è una soluzione. I bambini hanno 11 anni e fanno già 33 ore di scuola, che sono tante. Se si esclude la ginnastica, i ragazzi sono fermi e bloccati ai banchi. Credo che aumentare le ore sia improponibile”.

Guerra: “Gettare le basi giuridiche del plurilinguismo”

“Sappiamo che per imparare davvero una lingua il miglior modo è quello di recarsi personalmente sul posto”, sostiene Guerra, il quale ha citato 5 atti parlamentari che sono finiti sul tavolo della Commissione formazione e cultura, che chiedevano di potenziare e anticipare il tedesco. “Un atto era addirittura del 2009, un altro una petizione popolare firmata da 5'000 cittadini. Ne abbiamo dibattuto per oltre 6 anni. Oltre alla società civile, si sono espressi anche il Consiglio Cantonale dei Giovani e l'economia. Abbiamo quindi ritenuto corretto andare avanti”. "Noi non rispondiamo a questi atti semplicemente anticipando di 12 mesi il tedesco, ma gettiamo le basi giuridiche del plurilinguismo così da permettere, nelle scuole che lo vogliono – come la Scuola Cantonale di Commercio – di avere classi bilingue”. Un'offerta che permetterebbe allo studente di “prepararsi anche nel caso voglia andare a studiare in Svizzera Interna evitando di perdere un anno per la lingua”. Questo potenziamento, precisa Guerra, "non è una rivoluzione, ma apre la strada legalmente al plurilinguismo. Riteniamo che possa essere un buon compromesso".

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